• Tomaso Alessandro

Le #interviste di A&B: Rinunciare nel 2020 al posto fisso per diventare un agente e non pentirsene.

Le #interviste di A&B sono il nostro spazio di approfondimento in cui ospitare interventi, opinioni, pensieri e punti di vista di autorevoli esponenti del mercato sales, formativo e del marketing italiano che ci aiuteranno a comprendere le nuove dinamiche e gli scenari che attenderanno, nel prossimo futuro, i commerciali e le loro mandanti.




Nuovo appuntamento con le nostre #interviste!

In questa occasione abbiamo il piacere di confrontarci con Stefano Lami, agente di commercio “atipico” che è stato in grado di utilizzare il lockdown causato dal coronavirus come spunto per potersi formare e adottare nuove strategie di visibilità.


Parleremo con lui della sua storia e di come, nel 2020, si possa abbracciare la libera professione senza doversene pentire.

Buona lettura!


Ciao Stefano, ben trovato. Nell’ introduzione ti ho definito agente “atipico”, se non sbaglio la professione del libero professionista hai deciso di adottarla da poco…


Ciao, prima di tutto grazie per questa opportunità di confronto, fa sempre piacere condividere il proprio pensiero.

Mi piace molto la definizione di agente di commercio “atipico”, perché non mi sento assolutamente un rappresentante “vecchio stampo”. Sono anche convinto che non sia la figura che il momento storico richiede. Mi piace fungere più da consulente, da risolutore di problemi e da “facilitatore” per il negoziante.

Ho iniziato questa professione da gennaio di quest’anno, dopo 12 anni di commerciale interno, in una delle aziende che adesso rappresento.

Quale è stato il cambiamento di mentalità più importante che hai dovuto adottare nel passaggio dal ruolo dell’ impiegato commerciale a quello dell’agente?


Sicuramente dal punto di vista organizzativo.

Avevo chiaro, già dalla mia precedente occupazione, come questo fosse un lavoro che, senza la giusta programmazione, ti porta via tempo e soldi con molta facilità. Quindi programmazione nelle visite e ottimizzazione degli spostamenti.

Per il resto, occupando già un ruolo commerciale interno, ho soltanto dovuto adattare il tutto alla vendita esterna. Soltanto ovviamente tra virgolette, i problemi ci sono, non è tutto così semplice.



Chi sono i tuoi clienti?


Le aziende che tratto mi permettono di spaziare tra molte categorie merceologiche.

Ho scelto di inserire aziende con prodotti che possano essere, in alcune realtà, affiancabili ed integrabili, ma mai in concorrenza ovviamente. Si va dal negozio di articoli per la casa e arredamento, al negozio di oggettistica o articoli da regalo, alla ferramenta, al negozio agrario, all’erboristeria e al negozio legato al mondo del caffè.



Prendendo informazioni su di te, mi ha colpito molto la tenacia con la quale, superato lo smarrimento iniziale, hai deciso di affrontare il periodo del Coronavirus come possibile momento di crescita. Quale è stata la molla che ti ha fatto scattare questa volontà di miglioramento?


Sicuramente il fatto che non mi piace restare con le mani in mano e che mi piace sempre informarmi su tutto, specialmente in ambito tecnologico.

Ho sfruttato il lockdown per fare della formazione sulla vendita, sul personal branding e per trovare delle strade alternative da sviluppare per migliorare il mio lavoro.
Senza abbandonare il “vecchio metodo” di fare l’agente di commercio, ovviamente, ma cercando piano piano di adattarlo a quella che è la mia concezione.

Che peso hanno i social sulla tua attività di vendita?


La cura dei social è uno degli aspetti di cui parlavo prima.

Cerco di andare oltre al semplice post, sto cercando di fare in modo che siano sempre di più di aiuto nella ricerca di nuovi clienti. Non è facile ma è sicuramente un “mondo” che mi interessa molto e che, sono convinto, possa portare dei risultati.



So che sei molto attento al green e ai temi della sostenibilità. Come riesci a coniugare, all’interno dei tuoi mandati, lavoro e stili di vita consapevoli?


Diciamo che la mia visione è cambiata molto da quando ho conosciuto un’azienda in particolare ed il suo fondatore (Verdevero e Fabrizio Zanetti). Oltre all’ entusiasmo, mi ha trasmesso tanta consapevolezza nel fatto che ognuno di noi, anche con gesti semplicissimi, anche con comportamenti che ci sembrano ininfluenti, possa dare il suo contributo alla salvaguardia del nostro pianeta.

Particolarmente effetto mi ha fatto anche il countdown dei giorni scorsi, a New York, per sensibilizzare il mondo sui cambiamenti climatici. Sono temi che sicuramente meriterebbero maggiore attenzione.

Coniugare lavoro e stile di vita consapevole non è facile, specialmente per questo tipo di lavoro. Si può scegliere un tipo di vettura ibrida ad esempio, scelta che sicuramente valuterò per il prossimo acquisto, ma serve molto di più, a mio avviso, prestare attenzione alle piccole cose quotidiane. Si parte sempre dalle cose più semplici.

Noti interesse, da parte dei tuoi clienti, a queste tematiche?


Noto ancora troppo poco interesse.

Ovviamente, di contro, ci sono alcuni negozi di particolari categorie merceologiche che hanno preso a cuore questo problema già molto tempo fa.



Solo una persona ambiziosa più decidere di lasciare un posto a stipendio per passare ad un lavoro a partita iva. Come vedi il tuo futuro e quali sono i tuoi obiettivi?


Ambiziosa e fuori di testa……Scherzo ovviamente, nonostante tutto non tornerei indietro con la mia decisione.

Non so dirti come vedo il mio futuro, già in questi 9 mesi, ad esempio, sono nati progetti a cui non mi sarei mai aspettato di partecipare.

Il ruolo dell’agente di commercio è a forte rischio, non siamo sempre indispensabili. Bisogna adattarsi a quello che il mercato richiede, io voglio continuare a formarmi, continuare a stare al passo, sempre pronto a cogliere le opportunità che mi si presenteranno.



Mi chiamo Stefano Lami, ho 34 anni e abito in provincia di Lucca.

Lo scorso anno, nonostante la nascita di una meravigliosa figlia, mi sono proposto per il ruolo di agente di commercio per l'azienda con la quale lavoravo, come impiegato commerciale Italia, da 12 anni. Oggi, a distanza di soli nove mesi, dopo una pandemia ed una "crisi" ancora in corso, sono comunque convinto di aver fatto la scelta più giusta per me e per le mie ambizioni.




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Le puntate precedenti:



Come sta l'Agente di Commercio? Riflessioni e proposte a suo sostegno - con Valerio Giunta


L'importanza della resilienza per resistere in un mondo VUCA - con Guido Granchi


Dalla vendita di prezzo alla vendita di valore: consigli utili per l'agente - con Paolo Pugni


Come fare recruiting di nuovi clienti - con Paolo Tondat


L'e-learning e l'innovazione al cambiamento - con Michele di Blasio


Il processo di vendita, la sua evoluzione e lo smart selling - con Giuseppe Marchese

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