Cassa integrazione e Fondo per esonero contributi per autonomi e professionisti: come funziona?




In data 21 dicembre 2020 è stata inserita nella legge di Bilancio 2021, l'Indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa (definita anche con l'acronimo ISCRO) per i professionisti non ordinistici e i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata.


Il contributo, pensato come ammortizzato sociale a supporto delle partite iva danneggiate dal periodo pandemico causato dal covid-19, verrà erogato nel triennio 2021/23 direttamente dall'INPS e prevede 6 mensilità che possono variare tra i 250 euro a 800 euro mensili.


L' ISCRO sarà un supporto reddituale pensato per 300.000 nuovi professionisti quali venditori, consulenti commerciali web e social manager, pubblicitari, etc..., escludendo tutti gli iscritti a una cassa di previdenza privata, come architetti, avvocati, medici, giornalisti, etc.


La condizione fondamentale per accedere al suddetto supporto una flessione pari o superiore al 50% della propria attività economica a causa della pandemia parametrata ai fatturati realizzati nei 3 anni precedenti alla richiesta.



I liberi professionisti che vorranno accedere all'ISCRO dovranno rispettare inoltre i seguenti parametri:


a. non devono essere titolari di trattamento pensionistico diretto e assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;

b. non devono essere beneficiari di reddito di cittadinanza;

c. hanno dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente;

d. sono in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;

e. sono titolari di partita IVA attiva da almeno 4 anni alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’attuale iscrizione alla gestione previdenziale.


I requisiti di cui alle lettere a) e b) devono essere mantenuti anche durante la percezione dell’indennità.



Modalità di erogazione e di domanda


Ricordiamo che l’indennità è pari al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito liquidato dall’Agenzia delle Entrate.

Detta indennità viene erogata dall'INPS in 6 mensilità, di importo variabile da un minimo di 250 euro a un massimo di 800 euro al mese, sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie.


Il beneficio spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, non comporta accredito di contribuzione figurativa e non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR.

La domanda di ISCRO, con l’autocertificazione dei redditi prodotti, è presentata, in via telematica, all'INPS, entro il termine, fissato a pena di decadenza, del 31 ottobre di ciascuno degli anni dal 2021 al 2023.

La prestazione può essere richiesta una sola volta nel triennio.


Sottolineiamo come l'erogazione dell'ISCRO sia vincolata alla partecipazione da parte del richiedente a percorsi di aggiornamento professionale sotto diretta verifica da parte dell'ANPAL.


La cessazione della partita IVA durante il trattamento di indennità determina l'immediata cessazione della stessa, con recupero delle mensilità eventualmente erogate dopo la data indicata come fine attività



Contribuzione aggiuntiva


Per far fronte ai costi legati alla nuova prestazione, all'interno del Decreto è stato indicato un aumento dell'aliquota aggiuntiva dovuta alla Gestione separata di cui all'articolo 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 pari a 0,26 punti percentuali nel 2021 e a 0,51 per il 2022 e 2023.

Il contributo è applicato sul reddito da lavoro autonomo (di cui all’art. 53, c. 1, del D.P.R 917/1986), in base agli stessi criteri stabiliti ai fini IRPEF e come risulta dalla relativa dichiarazione annuale dei redditi e dagli accertamenti definitivi.


Registriamo a tal fine le parole di Emiliana Alessandrucci, presidente CoLAP - Coordinamento libere associazioni professionali: “servono interventi che diano reali aiuti ai professionisti, non il contrario”.

Secondo le stime del CoLAP infatti il sostegno, infatti, andrà solo a chi avrà maturato un reddito inferiore a 8.145 euro, poco più di 650 euro al mese, mentre il costo della misura sarà spalmato su tutte le Partite Iva, visto che verrà finanziato con un aumento dell’aliquota aggiuntiva dello 0,28%.



Fondo per l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti


L'emendamento alla legge di Bilancio 2021 a firma Chiara Gribaudo (Pd) sulla cig per le Partite Iva si accompagna ad un anno contributivo bianco, ossia alla volontà di escludere per un anno dal versamento dei contributi minimi gli autonomi con ricavi o compensi inferiori ai 50 mila euro che hanno registrato un calo del fatturato del 33% durante il lockdown.


Nello specifico il Fondo, con una dotazione finanziaria iniziale di 1 miliardo di euro per il 2021, finanzierà l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali (ad esclusione dei premi dovuti all’INAIL) dovuti:

- dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS e dai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza che abbiano percepito nell’anno d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000,00 euro e abbiano subito un calo di fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 rispetto all’anno 2019 non inferiore al 33%;

- dai medici, dagli infermieri e dagli altri professionisti ed operatori di cui alla L. 3/2018 (recante disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute) assunti per l’emergenza Covid 19 e già in quiescenza (comma 2, ultimo periodo).


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