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Ritenuta d'acconto: nuove norme e applicazioni nel 2024.




La ritenuta d'acconto è un meccanismo fiscale fondamentale che ha lo scopo di assicurare il corretto adempimento delle imposte sui redditi da parte dei contribuenti, riducendo il rischio di evasione fiscale.

La ritenuta d'acconto è una imposta indiretta che viene applicata direttamente alla fonte di reddito, ovvero all'atto del pagamento di determinate categorie di redditi. Essa rappresenta un acconto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e viene detratta dal soggetto erogante il reddito (sostituto d'imposta) per essere poi versata all'Erario.

Negli ultimi anni, le normative relative alla ritenuta d'acconto hanno subito significative modifiche e aggiornamenti per adattarsi al contesto economico in evoluzione e per migliorare l'efficacia delle misure anti-evasione.



Novità normative


Con la recente Legge di Bilancio 2024 sono state introdotte alcune importanti novità in materia di ritenuta d'acconto. Le principali modifiche riguardano:


  • Aumento della aliquota per i redditi da lavoro autonomo e da impresa individuale: l'aliquota ordinaria passa dall'attuale 20% al 23%.

  • Introduzione di una nuova aliquota del 10% per i redditi da lavoro dipendente occasionale: questa aliquota si applica ai compensi percepiti per prestazioni lavorative occasionali di importo superiore a 600 euro.

  • Esenzione dalla ritenuta d'acconto per i redditi da lavoro dipendente di importo inferiore a 2.000 euro: tale esenzione si applica ai redditi percepiti da lavoratori con redditi complessivi annui non superiori a 25.000 euro.

  • Possibilità per i contribuenti di optare per il regime di tassazione separata per i redditi da lavoro autonomo: in questo caso, la ritenuta d'acconto viene applicata all'aliquota del 20% anziché al 23%.


Nuove applicazioni


Oltre alle novità normative sopracitate, la ritenuta d'acconto trova applicazione anche in alcuni nuovi casi, tra cui:

  • Somme corrisposte a titolo di indennità di fine rapporto e di somme equipollenti: la ritenuta d'acconto viene applicata all'aliquota del 23%.

  • Redditi da partecipazione a società, enti e associazioni: la ritenuta d'acconto viene applicata all'aliquota del 26%.

  • Premi della lotteria e vincite alle scommesse: la ritenuta d'acconto viene applicata all'aliquota del 23%.


Le Nuove Normative


Le ultime modifiche normative hanno introdotto diverse novità significative nel panorama della ritenuta d'acconto. Tra queste, vi è l'ampliamento delle categorie di soggetti obbligati a operare la ritenuta d'acconto e l'introduzione di nuove aliquote e modalità di calcolo. Inoltre, sono state introdotte disposizioni volte a semplificare le procedure di adempimento e a potenziare i controlli per prevenire eventuali abusi.

Uno degli elementi chiave delle nuove normative riguarda l'estensione dell'ambito di applicazione della ritenuta d'acconto a diverse tipologie di redditi e transazioni. Ad esempio, sono state introdotte disposizioni specifiche per le transazioni finanziarie, i redditi di lavoro autonomo, i compensi per prestazioni professionali, e i proventi derivanti da locazioni e affitti.


Applicazioni Pratiche


Le nuove normative richiedono un'attenta valutazione delle implicazioni pratiche per i contribuenti e per gli operatori economici. Di seguito, verranno esaminati alcuni scenari comuni e le relative applicazioni pratiche della ritenuta d'acconto.


  1. Redditi di Lavoro Autonomo: I professionisti e gli autonomi che percepiscono redditi da prestazioni professionali sono tenuti a operare la ritenuta d'acconto sulle fatture emesse. La percentuale di ritenuta varia in base alla tipologia di attività svolta e può essere soggetta a revisione periodica da parte dell'Agenzia delle Entrate.

  2. Transazioni Finanziarie: Le istituzioni finanziarie sono tenute a operare la ritenuta d'acconto sui redditi generati da investimenti finanziari come dividendi, interessi e plusvalenze. Le aliquote di ritenuta possono variare in base alla tipologia di reddito e al profilo fiscale del beneficiario.

  3. Locazioni e Affitti: I proprietari di immobili locati devono operare la ritenuta d'acconto sulle quote di affitto pagate dai conduttori. Le disposizioni relative alla ritenuta d'acconto sulle locazioni sono soggette a specifiche deroghe e limitazioni in base alla tipologia di contratto e alla natura dell'immobile.

  4. Compensi per Collaborazioni Occasionali: Le aziende e i professionisti che assumono collaboratori occasionali o consulenti esterni sono tenuti a operare la ritenuta d'acconto sui compensi corrisposti. Le modalità di calcolo della ritenuta dipendono dalla durata e dalla natura della collaborazione.


Limiti di fatturazione con ritenuta d'acconto.


Con la ritenuta d'acconto non esiste un limite di fatturazione in sé.

Tuttavia, è importante tenere conto di alcuni aspetti:


Regime forfettario:

  • Se sei un professionista che opera con il regime forfettario, hai un limite di ricavi annui da non superare. Questo limite varia a seconda del codice ATECO di appartenenza. Ad esempio, per i professionisti con codice ATECO 70.20.01 (Consulenza del lavoro), il limite è di 80.000 euro.

  • Superato il limite, decadi dal regime forfettario e sei obbligato ad aderire al regime ordinario, con la relativa apertura della Partita IVA e la gestione della contabilità.


Prestazioni occasionali:

  • Se emetti fatture con ritenuta d'acconto per prestazioni occasionali, il limite per non superare la soglia di esenzione IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) è di 5.000 euro annui.

  • Superato questo limite, i redditi da prestazione occasionale concorrono a formare il reddito imponibile ai fini IRPEF.


Regime ordinario:

  • Se sei un professionista che opera con il regime ordinario, non hai un limite di fatturazione con la ritenuta d'acconto.

  • Tuttavia, la ritenuta d'acconto in questo regime è applicata solo su alcune categorie di redditi, come ad esempio i redditi da lavoro autonomo e da impresa individuale.

  • Per altre categorie di redditi, dovrai applicare l'IVA e versare le relative imposte.


Raccomandazioni:

  • È importante consultare il proprio commercialista per verificare il regime fiscale più adatto alle tue esigenze e per conoscere i limiti di fatturazione specifici del tuo caso.

  • In generale, la ritenuta d'acconto è consigliata per fatture di importo basso o per attività occasionali.

  • Per fatture di importo elevato o per attività continuative, il regime ordinario con Partita IVA potrebbe essere più vantaggioso.



Ritenuta d'acconto vs Partita IVA: le differenze


Regime fiscale

La principale differenza tra la ritenuta d'acconto e la Partita IVA risiede nel regime fiscale applicato:

  • Ritenuta d'acconto: il reddito viene tassato direttamente alla fonte, ovvero all'atto del pagamento, mediante la detrazione di un'imposta (ritenuta d'acconto) da parte del sostituto d'imposta (ad esempio, il committente). Il contribuente non deve presentare una propria dichiarazione dei redditi.

  • Partita IVA: il reddito viene tassato in base al regime fiscale scelto dal contribuente (ad esempio, regime forfettario o regime ordinario), con la presentazione di una propria dichiarazione dei redditi e il versamento delle relative imposte.


Obblighi

L'apertura della Partita IVA comporta una serie di obblighi connessi, tra cui:

  • Iscrizione all'INPS: il contribuente è tenuto ad iscriversi all'INPS e a versare i contributi previdenziali.

  • Contabilità: il contribuente è tenuto a tenere la contabilità, registrando i propri ricavi e costi.

  • Fatture: il contribuente è tenuto ad emettere fatture per le prestazioni di beni e servizi rese.

  • Dichiarazioni periodiche: il contribuente è tenuto a presentare delle dichiarazioni periodiche (ad esempio, mensili o trimestrali) all'Agenzia delle Entrate.


Vantaggi e svantaggi

La scelta tra ritenuta d'acconto e Partita IVA dipende da diverse variabili, tra cui:

  • Volume d'affari: la ritenuta d'acconto è generalmente più conveniente per i redditi occasionali o di basso importo, mentre la Partita IVA può essere più vantaggiosa per redditi più elevati e continuativi.

  • Costi: l'apertura e la gestione della Partita IVA comportano alcuni costi fissi e variabili (ad esempio, commercialista, software di fatturazione).

  • Flessibilità: la ritenuta d'acconto offre maggiore flessibilità per attività occasionali o saltuarie, mentre la Partita IVA offre maggiore autonomia e possibilità di crescita.


In sintesi:

  • La ritenuta d'acconto è un regime fiscale semplificato che non richiede l'apertura della Partita IVA.

  • La Partita IVA comporta l'assunzione di una serie di obblighi connessi, ma offre maggiore autonomia e possibilità di crescita.

  • La scelta tra ritenuta d'acconto e Partita IVA deve essere valutata in base alle specifiche esigenze del contribuente.


Per approfondire:



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