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Norme e Disposizioni Legali per la Ricerca e Selezione del Personale in Italia: l'analisi di A&B.

Aggiornamento: 6 mar




La ricerca e selezione del personale è un processo critico per ogni azienda. La scelta dei candidati giusti è fondamentale per il successo dell'organizzazione. Tuttavia, in Italia, come in molti altri paesi, esistono norme e disposizioni legali che regolano questo processo per garantire un trattamento equo e non discriminatorio per tutti i candidati.

In questo articolo, esploreremo le principali leggi e norme che regolano la ricerca e selezione del personale in Italia, con particolare attenzione agli aspetti come età, convinzioni politiche, e sesso.


Norme Antidiscriminazione

L'Italia ha adottato una serie di leggi antidiscriminazione per garantire che i candidati vengano trattati in modo equo e non discriminatorio durante il processo di selezione del personale. Tra le principali leggi antidiscriminazione in Italia troviamo:

  1. Legge 9 maggio 1978, n. 180 (Legge Basaglia): Questa legge proibisce la discriminazione nei confronti delle persone con disturbi mentali e stabilisce che esse devono essere considerate per le opportunità di lavoro sulla base delle loro capacità.

  2. Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (Legge Biagi): Questa legge disciplina le forme flessibili di lavoro e vieta la discriminazione in base al genere, all'età, all'orientamento sessuale e ad altre caratteristiche personali.

  3. Legge 10 aprile 1991, n. 125 (Legge Mancino): Questa legge affronta il problema della discriminazione razziale, etnica e religiosa. Vieta la promozione dell'odio e della violenza razziale e stabilisce sanzioni per chiunque ne sia colpevole.

Età

La discriminazione basata sull'età è una preoccupazione comune nella ricerca e selezione del personale. L'Italia ha implementato leggi che vietano la discriminazione basata sull'età nei processi di selezione del personale. In particolare, la Legge Biagi vieta la discriminazione basata sull'età e promuove l'occupazione giovanile attraverso incentivi fiscali e finanziari per le aziende che assumono giovani lavoratori.


Convinzioni Politiche

La libertà di pensiero e di associazione è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione italiana. Nessun candidato può essere discriminato sulla base delle sue convinzioni politiche. Le aziende non possono richiedere informazioni sulle convinzioni politiche dei candidati durante il processo di selezione del personale, e i candidati hanno il diritto di non divulgarle.


Sesso

La discriminazione di genere è un problema importante in molte società, compresa l'Italia. La Legge Biagi vieta la discriminazione di genere nella selezione del personale e promuove l'uguaglianza di genere nel mercato del lavoro. Le aziende sono tenute a garantire pari opportunità per uomini e donne in termini di retribuzione e progressione di carriera.


Disposizioni europee sulla trasparenza retributiva

La parità salariale è senza dubbio una priorità in cima alle agende dei principali decisori europei. Il 30 marzo 2023 il Parlamento Europeo ha infatti approvato una nuova direttiva sul merito e sulla trasparenza retributiva, che, tra le principali novità introdotte, renderà obbligatoria, per le aziende che cercano nuove risorse, l’indicazione della RAL (retribuzione annua lorda) direttamente negli annunci di lavoro entro i prossimi tre anni. La normativa si basa sul fatto che in Europa le donne, a parità di ruolo, guadagnano in media il 13% in meno degli uomini.

Ma l’indicazione obbligatoria della RAL negli annunci di lavoro non è l’unica novità introdotta dalla nuova direttiva approvata dal Parlamento Europeo. La normativa, infatti, prevede anche il divieto per le aziende di chiedere ai candidati, in tutte le fasi della selezione, la RAL precedente, evitando così che possa essere presa come benchmark di riferimento. Inoltre, chi si occupa di selezione e recruiting dovrà fare in modo che sia le offerte sia i titoli professionali appaiano neutri sotto il profilo del genere e che le procedure di assunzione siano condotte in modo non discriminatorio.

Sempre in ottica di trasparenza, le aziende europee saranno obbligate a mettere a disposizione dei lavoratori una descrizione dei criteri utilizzati per definire la retribuzione e l’avanzamento di carriera, oltre a fornire loro le informazioni sia sul proprio livello retributivo individuale, sia su quelli medi dei colleghi con mansioni e ruoli di pari valore, con l’obiettivo di far valere, se necessario, il diritto alla parità retributiva. Infine, le imprese con almeno 250 lavoratori dovranno rendere pubblici i dettagli relativi al divario retributivo tra uomini e donne, mentre alle organizzazioni e alle amministrazioni pubbliche di tutta Europa è richiesta una dichiarazione obbligatoria circa le proprie retribuzioni, che comporterà, qualora emergesse un divario superiore al 5%, una rivalutazione salariale insieme ai rappresentanti dei dipendenti.


Le Disposizioni Legali in Materia di Disabilità

Nell'ambito delle leggi antidiscriminazione, l'Italia ha adottato misure specifiche per garantire l'uguaglianza di opportunità per le persone con disabilità. La Legge 104/1992, nota come "Legge 104," è un esempio importante in questo contesto. Questa legge riconosce i diritti delle persone con disabilità e stabilisce misure volte a facilitarne l'inserimento nel mondo del lavoro.

In base alla Legge 104, le aziende con almeno quindici dipendenti sono tenute a riservare una quota di posti di lavoro alle persone con disabilità, fissata in base alla dimensione dell'organizzazione. Questa misura, nota come "quote di riserva," ha l'obiettivo di promuovere l'integrazione delle persone con disabilità nel mercato del lavoro italiano.

Le aziende possono adempiere a questa quota di riserva assumendo direttamente persone con disabilità o attraverso l'acquisto di beni e servizi da cooperative sociali o associazioni che impiegano lavoratori con disabilità. L'assunzione di persone con disabilità può essere un vantaggio per le aziende, poiché spesso queste persone portano con sé abilità e prospettive uniche che possono contribuire alla crescita e alla diversificazione del team di lavoro.

Oltre alle quote di riserva, la Legge 104 prevede anche misure di sostegno per i lavoratori con disabilità, come ad esempio permessi retribuiti per cure mediche o assistenza a persone con disabilità a carico. Questi permessi consentono ai lavoratori con disabilità di conciliare le esigenze del lavoro con quelle della loro vita personale e familiare.


La Normativa Europea

Va notato che molte delle leggi e delle disposizioni legali in materia di ricerca e selezione del personale in Italia sono conformi alla normativa europea. L'Unione Europea promuove l'uguaglianza e la non discriminazione nei luoghi di lavoro attraverso direttive e regolamenti che stabiliscono standard minimi per tutti gli stati membri.

La Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, ad esempio, proibisce la discriminazione basata sulla religione o le convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale nell'occupazione e nel lavoro. Questa direttiva stabilisce un quadro giuridico per affrontare la discriminazione sul luogo di lavoro e promuovere l'inclusione.


La ricerca e selezione di personale come veicolo di cambiamento sociale (e culturale).


In Italia la ricerca e selezione del personale in Italia è soggetta a una serie di norme e disposizioni legali volte a garantire un trattamento equo e non discriminatorio per tutti i candidati.

È fondamentale che le aziende rispettino queste leggi per evitare sanzioni e promuovere una cultura aziendale inclusiva.

Allo stesso tempo, le aziende dovrebbero considerare la diversità come un valore aggiunto e un'opportunità di crescita. L'assunzione di persone con background, abilità e prospettive diverse può arricchire il team di lavoro e portare benefici tangibili all'azienda.

La conformità alle leggi e la promozione dell'uguaglianza di opportunità dovrebbero essere parte integrante della strategia di gestione delle risorse umane di ogni azienda; solo attraverso il rispetto delle leggi e l'adozione di pratiche di selezione basate sul merito possiamo costruire luoghi di lavoro giusti ed equi in Italia e in Europa.


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