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  • Il SIISL: la nuova piattaforma digitale per disoccupati che punta a rivoluzionare il lavoro in Italia

    Con l’entrata in funzione del Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) , il governo italiano inaugura una nuova era per le politiche attive del lavoro. Pensata per favorire il reinserimento professionale dei disoccupati e l’inclusione sociale, la piattaforma digitale unisce innovazione tecnologica e una gestione centralizzata delle risorse. Ma cosa cambia davvero per chi cerca lavoro in Italia? Un ecosistema per l’occupazione Il SIISL è più di un portale di offerte di lavoro: è uno strumento integrato che collega formazione, supporto economico e ricerca occupazionale. Attualmente, raccoglie oltre 59.000 annunci lavorativi  e 489.000 corsi di formazione , fornendo agli utenti una vasta gamma di opportunità. L’obiettivo è offrire percorsi personalizzati che rispondano alle esigenze specifiche di ogni candidato. Ma il cuore dell’iniziativa risiede nella sua interoperabilità. Il sistema mette in comunicazione i portali delle politiche sociali e lavorative regionali, garantendo una visione unitaria e semplificata delle opportunità disponibili. Chi può accedere? Dal settembre 2024, il SIISL è attivo per i beneficiari del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)  e, dal gennaio 2025, includerà i percettori dell’ Assegno di Inclusione (AdI) . Anche chi riceve indennità come NASpI  e DIS-COLL  è automaticamente iscritto alla piattaforma, che rappresenta un passaggio obbligato per ricevere ulteriori sussidi. Un futuro "digitale" per il lavoro Dal febbraio 2024, un consulente virtuale intelligente  sarà disponibile per guidare gli utenti nella scelta delle migliori offerte e corsi di formazione, in base al loro profilo. Questa novità, insieme alla possibilità di precompilare i curriculum grazie ai dati già presenti nei database pubblici, dimostra come il SIISL punti a semplificare l’esperienza degli utenti e migliorare l’efficienza del sistema. Criticità e prospettive Non mancano però le sfide. Molti osservatori sottolineano la necessità di migliorare la qualità delle offerte lavorative pubblicate e di garantire un reale aggiornamento delle informazioni. Inoltre, la piattaforma dovrà affrontare il compito non semplice di uniformare i sistemi regionali entro marzo 2024. Un passo avanti per il mercato del lavoro Il SIISL rappresenta una delle iniziative più ambiziose delle recenti politiche sociali italiane. Se gestita con efficacia, la piattaforma potrebbe non solo migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma anche contribuire a una maggiore autonomia dei cittadini nella ricerca di opportunità professionali. Per saperne di più, è possibile consultare il portale ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  e approfondire le novità legislative legate al Decreto Coesione 2024 . Se ti è piaciuto questo articolo e hai bisogno di un supporto specializzato contattaci , il nostro team commerciale è a tua disposizione per provare a studiare insieme a te un modello di recruiting in linea con le tue necessità e la tua cultura aziendale.

  • Zig Ziglar: Il navigatore delle vendite, dove ogni onda è un'opportunità da abbracciare

    I Giganti della Vendita   è la nostra rubrica in cui ripercorriamo storie, vite ed aneddoti delle personalità che hanno segnato in positivo il mondo delle vendite, in Italia oppure all'estero. Immagina il vasto oceano delle vendite come un'enorme tela inesplorata, dove ogni onda nasconde segreti e ogni corrente offre un'opportunità. In questo mare di sfide e conquiste, spicca un navigatore straordinario: Zig Ziglar. La sua storia non è solo un viaggio attraverso le vendite, ma un'avventura epica di passione, determinazione e un amore profondo per ogni onda che si solleva. Spiega le vele, prepara la bussola e gettiamoci nell'oceano delle vendite, guidati dal leggendario Zig Ziglar. Dall'Alabama alla fama Iniziamo il nostro viaggio da dove tutto ebbe inizio, nelle onde tranquille dell'Alabama, dove un giovane Ziglar coltivava un desiderio ardente di navigare in acque più profonde. Dopo aver sperimentato vari lavori, compreso il servizio militare durante la Seconda Guerra Mondiale, Ziglar si trovò coinvolto nel mondo delle vendite in modo apparentemente casuale. Nel 1947, si unì a una compagnia che vendeva pentole e padelle, e fu qui che iniziò la sua straordinaria ascesa. Con un approccio unico e una personalità accattivante, Ziglar dimostrò presto un talento innato per le vendite. Il suo carisma, la sua capacità di comunicare e il suo spirito instancabile lo portarono rapidamente a distinguersi, guadagnandosi la stima dei colleghi e dei clienti. Nonostante il successo nelle vendite, Ziglar affrontò una sfida personale significativa nei primi anni '70, quando problemi finanziari lo fecero cadere in una crisi di identità. Fu in questo periodo che Ziglar si avvicinò ai principi dello sviluppo personale e iniziò a studiare autori come Napoleon Hill e Dale Carnegie. Questo cambiamento di prospettiva si rivelò una svolta cruciale nella sua vita. Inspirato dal desiderio di condividere le lezioni che aveva imparato e di motivare gli altri, Zig Ziglar iniziò a tenere seminari e a scrivere libri. Il suo primo libro, "See You at the Top," pubblicato nel 1975, diventò un bestseller immediato. Questo libro non era solo una guida pratica alle vendite, ma un invito a raggiungere la cima del successo personale e professionale. Zig Ziglar divenne quindi famoso per i suoi seminari motivazionali, dove la sua energia contagiosa e la sua capacità di comunicare ispirarono e istruirono molte persone. Viaggiò per tutti gli USA, tenendo corsi e seminari che abbracciavano temi come leadership, motivazione personale, e strategie di vendita. Libri di Ziglar: mappe dettagliate per ogni venditore avventuriero 1. "See You at the Top" (1975) Questo libro è più di un semplice biglietto per la cima; è una mappa dettagliata che rivela le insidie e le meraviglie del viaggio verso il successo. Ziglar disegna i contorni di una terra di opportunità, guidando ogni venditore a puntare verso l'orizzonte con una determinazione senza fine. 2. "Secrets of Closing the Sale" (1984) Se ogni venditore è un capitano di una propria nave, questo libro è il manuale indispensabile sulla navigazione attraverso le tempeste delle obiezioni e sul raggiungimento sicuro di ogni porto desiderato. Ziglar, con maestria, condivide i suoi segreti per chiudere le vendite con grazia e successo. 3. "Over the Top" (1994) "Over the Top" è la mappa finale per i venditori che vogliono solcare acque inesplorate. Con consigli sulla gestione del cambiamento e sulla conquista delle vette più alte, Ziglar offre una guida completa su come affrontare le avversità con coraggio. L'Arte della Navigazione secondo Zig Ziglar 1. Navigare le Onde della Psicologia Positiva Ziglar solleva la vela della psicologia positiva, dimostrando che la mentalità ottimista è il vento che spinge le vele del successo. Ogni venditore può imparare a navigare nelle acque delle vendite con una prospettiva luminosa. 2. Costruire relazioni profonde come navigare correnti misteriose Le vendite, secondo Ziglar, sono una danza tra correnti misteriose e legami profondi. Il suo insegnamento è una guida preziosa su come costruire relazioni autentiche con i clienti, attraversando le correnti sconosciute delle esigenze individuali. 3. Vendere come un'avventura di aiuto e servizio Invece di navigare solo per raggiungere una destinazione, Ziglar insegna ai venditori a considerare ogni transazione come un'epica avventura di aiuto e servizio. Ogni cliente è un compagno di viaggio da assistere e accompagnare verso il successo. Zig Ziglar - L'Odissea dei venditori, un'onda alla volta Zig Ziglar non è solo un esperto di vendite; è il capitano della nostra odissea nelle vendite, un narratore che trasforma ogni onda in un racconto di successo. Prendi il timone, solleva le vele e segui la filosofia di Zig Ziglar in un viaggio attraverso le vendite, dove ogni onda è un'opportunità da abbracciare e ogni venditore è destinato a raggiungere nuove vette di successo. Alcuni spunti sul pensiero ziglariano La forza delle parole:  Una delle sue frasi più celebri è "Tu sei la media delle cinque persone che frequenti di più". Una semplice affermazione, ma che nasconde una profonda verità sulla crescita personale e professionale. L'importanza dell'umorismo:  Ziglar era noto per il suo senso dell'umorismo, un'arma potente per creare connessioni con il pubblico e rendere più piacevoli anche i temi più complessi. Un ottimista nato:  Nonostante le difficoltà incontrate nella vita, Ziglar è sempre stato un ottimista. Questa sua attitudine positiva era contagiosa e lo ha reso un modello per milioni di persone. Citazioni da incorniciare "Se puoi sognare, puoi farlo." "La tua attitudine determina la tua altezza." "La vendita è un servizio." Cosa possiamo imparare da Zig Ziglar? L'importanza dell'empatia:  Ziglar ci insegna che per vendere non basta conoscere il prodotto, ma bisogna comprendere le esigenze del cliente. La forza della positività:  Un atteggiamento positivo è contagioso e ci permette di superare gli ostacoli con maggiore facilità. La continua crescita:  Ziglar non si è mai fermato, ha sempre cercato di migliorare se stesso e le sue capacità. Altri libri da non perdere "How to Win Friends and Influence People in the Digital Age" (con Tom Ziglar, 2011):  In collaborazione con suo figlio Tom, Ziglar ha adattato i principi classici di Dale Carnegie al contesto digitale moderno. Il libro esplora come costruire relazioni significative nell'era digitale. "Zig Ziglar's Secrets of Closing the Sale" (2004):  Questo libro rappresenta una versione aggiornata e ampliata del suo classico del 1984. Fornisce approfondimenti aggiuntivi sulle strategie di chiusura delle vendite. "Embrace the Struggle: Living Life on Life's Terms" (2013):  Questo libro affronta il tema delle sfide e delle difficoltà nella vita, offrendo consigli su come abbracciarle e trarre forza da esse. Se ti è piaciuto questo articolo e hai bisogno di un supporto specializzato contattaci , il nostro team commerciale è a tua disposizione per provare a studiare insieme a te un modello di recruiting in linea con le tue necessità e la tua cultura aziendale.

  • Le regole per l’apertura di un mandato di agenzia ad un agente di commercio: guida per la mandante

    Nella nostra lunga attività di selezionatori di agenti di commercio ancora oggi ci accorgiamo che non tutte le mandanti (e gli agenti) abbiano ben chiaro quali siano i passaggi formali e gli articoli di legge che regolano un corretto rapporto di agenzia. La gestione di un mandato richiede il rispetto di normative specifiche, nonché l'adempimento di obblighi contrattuali e previdenziali. Di seguito cercheremo di fornire una panoramica delle principali regole e degli aspetti legali da considerare per una mandante che intende aprire un mandato ad un agente di commercio. 1. Il Contratto di Agenzia: Caratteristiche e Obblighi Il contratto di agenzia è disciplinato dal Codice Civile , agli articoli 1742-1753 , e definisce la relazione commerciale tra la mandante e l'agente di commercio. Esso stabilisce che l'agente ha il compito di promuovere, per conto della mandante, la conclusione di affari in una zona o per un settore di clienti determinato. a. Elementi Essenziali del Contratto di Agenzia : Durata del mandato : il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato. Se non specificato, si presuppone che sia a tempo indeterminato, con conseguenti obblighi di preavviso per la cessazione. Zona di competenza : l’agente opera in una determinata area geografica o su un certo gruppo di clienti, e la mandante non può affidare la stessa zona a un altro agente senza specifiche clausole. Provvigione : l’agente matura un compenso proporzionato agli affari conclusi per suo tramite. L’art. 1748 del Codice Civile  specifica che l'agente ha diritto a una provvigione anche sugli affari conclusi direttamente dalla mandante, se questi provengono da clienti acquisiti dall’agente. Obbligo di informazione : sia l’agente che la mandante sono tenuti a uno scambio continuo di informazioni rilevanti per l’andamento degli affari. Esempio Pratico: Un'azienda nel settore farmaceutico nomina un agente di commercio per la promozione dei suoi prodotti in Lombardia. Il contratto prevede una provvigione del 5% per ogni ordine concluso grazie all’attività dell’agente. Se l’azienda successivamente conclude direttamente un accordo con un cliente introdotto dall’agente, questi avrà comunque diritto alla provvigione, in conformità all’art. 1748 . b. Forma e Clausole Contrattuali Per evitare ambiguità e garantire tutela a entrambe le parti, è consigliabile che il contratto di agenzia sia stipulato in forma scritta. Elementi cruciali, come la durata, la zona di competenza e le provvigioni, devono essere chiaramente definiti. Altri elementi rilevanti del contratto possono includere: Clausola di esclusiva : l'agente potrebbe avere l'esclusiva per una determinata area o settore di mercato, impedendo alla mandante di incaricare altri agenti nella stessa zona. Clausola di non concorrenza post-contrattuale : prevista dall’art. 1751-bis del Codice Civile , può limitare l’agente dal lavorare con concorrenti della mandante per un massimo di due anni dopo la cessazione del rapporto, dietro pagamento di un'indennità. Esempio Pratico: Un agente di commercio che lavora per una ditta nel settore tecnologico potrebbe vedersi includere una clausola di non concorrenza che gli impedisce di rappresentare aziende concorrenti per due anni dopo la fine del rapporto. In cambio, riceverà un’indennità stabilita in sede di cessazione del contratto. 2. Adempimenti Previdenziali: ENASARCO La previdenza per gli agenti di commercio è gestita dalla Fondazione ENASARCO , che fornisce assistenza previdenziale e pensionistica specifica. La mandante è obbligata a iscrivere l'agente presso ENASARCO e a versare i relativi contributi previdenziali. a. Obblighi della Mandante Iscrizione dell’agente : la mandante deve iscrivere l’agente presso la Fondazione ENASARCO entro 30 giorni dall’inizio del rapporto di agenzia. Questo obbligo si applica sia agli agenti monomandatari che plurimandatari. Contribuzione previdenziale : la mandante e l'agente contribuiscono al fondo ENASARCO in modo paritetico (50% ciascuno). La contribuzione è calcolata sulle provvigioni maturate dall'agente e deve essere versata trimestralmente. Le aliquote contributive sono fissate annualmente e, per l'anno 2023, ammontano al 17%  del reddito provvigionale. Tali aliquote sono applicate fino a un massimale di reddito provvigionale, che varia a seconda che l’agente sia monomandatario o plurimandatario. b. Aliquote contributive : Le aliquote contributive per l’anno 2023 sono fissate al 17%  del reddito provvigionale, fino a un tetto massimo previsto per ogni singolo agente in base alla tipologia di rapporto (monomandatario o plurimandatario). Le aliquote possono variare annualmente, quindi è necessario tenersi aggiornati sui cambiamenti normativi. c. Tipologie di Contributi e Prestazioni Oltre ai contributi previdenziali obbligatori, la Fondazione ENASARCO prevede altre forme di assistenza, tra cui prestazioni di maternità, malattia, e contributi per formazione professionale. Esempio Pratico: Un agente di commercio che ha accumulato provvigioni per 50.000 € in un anno avrà diritto a contributi ENASARCO, suddivisi al 50% tra lui e la mandante. Questi contributi garantiranno il diritto a una pensione integrativa rispetto a quella erogata dall'INPS, oltre ad altre prestazioni assistenziali. 3. Diritti e Obblighi di Mandante e Agente a. Diritto alla Provvigione : L’agente ha diritto alla provvigione anche sugli affari conclusi dopo la cessazione del rapporto, se tali affari sono stati generati grazie alla sua attività durante il mandato. Questo principio è sancito dall’art. 1751 del Codice Civile , il quale prevede inoltre il diritto dell’agente a un’indennità di fine rapporto, qualora abbia apportato nuovi clienti o aumentato in modo significativo il volume degli affari della mandante. b. Obblighi di Non Concorrenza : La mandante può includere nel contratto una clausola di non concorrenza post-contrattuale, che limita l’agente dall’esercitare attività concorrenti per un periodo massimo di due anni dopo la cessazione del contratto. Questa clausola, prevista dall’art. 1751-bis del Codice Civile , deve essere espressamente concordata e comporta un'indennità a favore dell’agente. c. Il Diritto all'Indennità di Fine Rapporto Al termine del rapporto di agenzia, l’agente ha diritto a un’indennità di fine rapporto, come stabilito dall’art. 1751 del Codice Civile . L’indennità è dovuta solo se l’agente ha apportato nuovi clienti o ha aumentato il volume degli affari, generando vantaggi duraturi per la mandante. Questa indennità non è dovuta se la cessazione del contratto avviene per colpa dell’agente. Esempio Pratico: Un agente che ha contribuito significativamente alla crescita di una piccola azienda di moda, portando nuovi clienti e aumentando il fatturato, avrà diritto all’indennità di fine rapporto. L'importo sarà calcolato in base al beneficio economico che la mandante continua a ricevere grazie all'attività dell'agente, anche dopo la cessazione del contratto. 4. Accordi Economici Collettivi (AEC) Oltre alle disposizioni del Codice Civile, i rapporti tra mandante e agente sono regolati dagli Accordi Economici Collettivi  (AEC), che disciplinano ulteriori aspetti come la durata del preavviso, le modalità di risoluzione del contratto e le indennità dovute. Ad esempio, gli AEC Industria  e gli AEC Commercio  forniscono norme dettagliate sui tempi di preavviso necessari per la risoluzione del contratto. Questi accordi vengono periodicamente aggiornati dalle associazioni di categoria, e la loro applicazione dipende dal settore in cui opera la mandante. Esempio Pratico: Se un’azienda del settore alimentare intende cessare il rapporto con un agente plurimandatario, dovrà rispettare i tempi di preavviso stabiliti dagli AEC di riferimento (ad esempio, sei mesi per contratti di lunga durata). 5. Normative Fiscali Applicabili L’agente di commercio, come lavoratore autonomo, è soggetto alla ritenuta d’acconto sulle provvigioni ricevute, ai sensi dell’art. 25-bis del DPR 600/1973 . La mandante è tenuta a trattenere il 20%  delle provvigioni a titolo di ritenuta e a versarla all'erario. Inoltre, è necessario prestare attenzione agli obblighi IVA, dato che le prestazioni dell'agente sono soggette a tale imposta. Come avrete compreso dalla lettura di questo articolo, l’apertura di un mandato di agenzia implica un insieme di obblighi legali e previdenziali che la mandante deve rispettare per garantire la correttezza del rapporto con l’agente. Dalla redazione del contratto alla gestione dei contributi ENASARCO, è essenziale che ogni passaggio venga curato con attenzione per evitare contestazioni e garantire una collaborazione proficua. La conoscenza delle normative vigenti, del Codice Civile e degli Accordi Economici Collettivi rappresenta una base indispensabile per la gestione efficace di un rapporto di agenzia. Se ti è piaciuto questo articolo e hai bisogno di un supporto specializzato contattaci , il nostro team commerciale è a tua disposizione per provare a studiare insieme a te un modello di recruiting in linea con le tue necessità e la tua cultura aziendale.

  • L’onboarding in azienda: un fattore chiave per il successo organizzativo

    Il termine onboarding   si riferisce all'insieme di attività che un'azienda mette in atto per integrare e formare un nuovo dipendente, facilitando la sua adattabilità e produttività nel nuovo contesto lavorativo. In Italia, sempre più aziende stanno comprendendo l’importanza di strutturare adeguatamente questo processo, riconoscendolo come un investimento strategico per ridurre il turnover, aumentare il coinvolgimento e migliorare la performance complessiva. Come sottolinea Alessandro Donadio, autore di HRevolution. La rivoluzione necessaria: le persone al centro del cambiamento nelle organizzazioni  (2018), "il primo impatto che un lavoratore ha con l'azienda contribuisce a definire il livello di engagement e le performance future". La qualità del processo di onboarding incide non solo sulla velocità con cui il nuovo assunto diventa produttivo, ma anche sul suo grado di coinvolgimento e soddisfazione. Secondo uno studio condotto da AIDP  (Associazione Italiana per la Direzione del Personale), il 60% delle aziende italiane riconosce la necessità di migliorare i propri programmi di onboarding, e il 30% ha già intrapreso azioni per rivederli. Questo conferma che la gestione del periodo iniziale di un nuovo collaboratore non è più considerata una mera formalità, ma un vero e proprio strumento per consolidare il capitale umano e culturale di un'organizzazione. L’importanza strategica dell’onboarding L'importanza dell' onboarding è stata sottolineata da diversi studiosi italiani. Roberto Alberti, nel suo volume Gestione delle Risorse Umane  (2016), sottolinea come un onboarding ben pianificato "non si limita a una mera presentazione dell'azienda, ma è un vero e proprio percorso di socializzazione organizzativa". Alberti evidenzia che i primi giorni di lavoro sono cruciali per impostare una relazione di fiducia tra l'azienda e il nuovo dipendente, riducendo l’ansia legata all’adattamento. Secondo una ricerca condotta da Osservatorio HR Innovation Practice  del Politecnico di Milano (2019), un efficace onboarding riduce del 25% il turnover entro il primo anno, migliorando sensibilmente la retention e la fidelizzazione delle nuove risorse. È evidente come l'onboarding vada oltre la semplice consegna di un badge o l'assegnazione di una scrivania. Si tratta, infatti, di un percorso di integrazione che deve facilitare l’apprendimento delle dinamiche aziendali, delle responsabilità individuali e della cultura organizzativa. In un contesto sempre più competitivo, le imprese italiane hanno bisogno di attrarre e trattenere talenti. In un contributo pubblicato su Sviluppo&Organizzazione , Alessandro Hinna (2018), professore di Organizzazione aziendale all’Università di Roma Tor Vergata, sottolinea come l’onboarding sia "uno dei primi momenti nei quali si manifesta il legame tra individuo e organizzazione, essenziale per costruire identità e appartenenza". Hinna suggerisce che un buon programma di onboarding può ridurre il rischio di turnover, poiché i neoassunti si sentiranno più coinvolti e compresi dall’azienda. Elementi chiave di un onboarding efficace 1. Definizione chiara di ruoli e obiettivi Uno degli errori più comuni che le aziende italiane commettono durante l’onboarding è la mancanza di chiarezza nei ruoli e nelle aspettative. Giuliano Noci, docente di marketing al Politecnico di Milano, nel suo libro Strategie aziendali  (2020), afferma che "i nuovi dipendenti devono ricevere una visione chiara e dettagliata su come il loro lavoro si inserisca nei processi aziendali e contribuisca agli obiettivi organizzativi". Tale chiarezza aiuta i dipendenti a sentirsi più sicuri e consapevoli del proprio contributo, riducendo il rischio di disallineamenti. Giancarlo Micheli, nel suo testo Gestione e sviluppo delle risorse umane  (2016), sottolinea come "la mancanza di chiarezza su compiti e aspettative crea ansia e incertezza nei nuovi assunti, riducendo la loro capacità di esprimere il potenziale". Definire sin da subito gli obiettivi e le responsabilità del ruolo è fondamentale per fornire una direzione chiara e promuovere la produttività. 2. Integrazione nella cultura aziendale L’onboarding non è solo una questione di trasmissione di competenze tecniche, ma riguarda anche la comprensione dei valori e della cultura aziendale. Gianfranco Rebora, uno dei principali studiosi italiani di gestione aziendale, nel suo testo Cultura d’impresa e leadership  (2017), mette in evidenza come "l’integrazione culturale sia un fattore essenziale per il successo a lungo termine del dipendente all'interno dell'organizzazione". Un buon onboarding, secondo Rebora, dovrebbe prevedere momenti di immersione nella cultura aziendale, con incontri tra colleghi, leader e team diversi. Le aziende italiane, tradizionalmente caratterizzate da una forte impronta culturale, devono assicurarsi che i nuovi assunti comprendano appieno i valori che guidano il comportamento aziendale e il modo in cui tali valori si riflettono nelle interazioni quotidiane. Come suggerito da Andrea Notarnicola nel suo libro Empathy in Business  (2018), "le imprese vincenti sono quelle capaci di trasmettere empatia e connessione fin dai primi momenti di onboarding, rendendo il nuovo arrivato parte di una comunità". Ne parla anche Brunello Cucinelli, noto imprenditore italiano e autore di Il sogno di Solomeo  (2018), che evidenzia come "la cultura aziendale non sia solo una questione di parole, ma di comportamenti quotidiani e relazioni". Il processo di onboarding deve facilitare questo apprendimento, aiutando i nuovi dipendenti a comprendere la visione dell'azienda e a sentirsi parte di essa. 3. Formazione e mentoring La formazione continua è uno degli elementi chiave per un onboarding efficace. Spesso, le aziende italiane tendono a concentrarsi sulla formazione tecnica iniziale, trascurando l'importanza di un supporto continuo. Giovanni Costa, professore emerito di Organizzazione aziendale presso l'Università di Padova, nel suo testo L’impresa a rete  (2012) afferma: "Il mentoring è un elemento fondamentale per accompagnare il nuovo assunto nel percorso di crescita all’interno dell’organizzazione. Una relazione di fiducia con un mentor facilita l’adattamento e accorcia i tempi di apprendimento". In molte aziende italiane, si sta diffondendo l’uso di programmi di buddy system , in cui un dipendente esperto affianca il nuovo assunto durante i primi mesi, creando un clima di fiducia e condivisione. 4. Coinvolgimento della leadership Un altro elemento cruciale è il coinvolgimento attivo della leadership nel processo di onboarding. Guido Stratta, autore di Ri-evoluzione. Il potere della leadership gentile  (2021), evidenzia come "un leader che si prende cura delle persone durante i primi passi in azienda crea un legame che va oltre la mera gerarchia". Il coinvolgimento dei manager non deve essere limitato a un benvenuto formale, ma dovrebbe includere una partecipazione attiva nel fornire feedback e supporto continuo. I benefici di un onboarding strutturato Gli effetti positivi di un onboarding ben progettato sono numerosi e documentati. Secondo un’indagine condotta da Randstad Italia  (2020), le aziende che investono nel miglioramento del processo di onboarding riscontrano un aumento del 50% nella retention a lungo termine dei nuovi assunti. Questo è un dato significativo, se si considera che il costo di sostituire un dipendente che lascia l’azienda nei primi mesi può arrivare fino al 150% del suo stipendio annuo, come conferma l’indagine di Adecco Italia  (2019). Secondo uno studio del Centro Studi Confindustria  (2021), le aziende che investono in programmi di onboarding strutturati vedono un miglioramento del 70% nell'integrazione dei nuovi assunti entro i primi sei mesi. Inoltre, un buon onboarding può ridurre i tassi di abbandono del personale nei primi anni, un problema diffuso in molti settori. Dati raccolti da AIDP  rivelano che le aziende italiane che investono maggiormente in onboarding registrano una maggiore fidelizzazione del personale, con un turnover ridotto del 30% rispetto a quelle che trascurano questo processo. Come sostiene Simonetta Moreschini, direttrice HR di Microsoft Italia, in un'intervista del 2020, "investire in un onboarding efficace significa costruire le basi per un team motivato e allineato agli obiettivi aziendali". Non esiste selezione di personale senza onboarding. L’onboarding non è un semplice processo di inserimento, ma una leva strategica per il successo aziendale. Come afferma Mario Alberto Catarozzo, esperto di organizzazione aziendale e autore di Efficienza personale e professionale  (2019), "il primo contatto tra un dipendente e l’azienda segna l’inizio di un viaggio che, se ben guidato, può portare a straordinari risultati in termini di produttività, engagement e fidelizzazione". Investire nell’onboarding significa costruire le basi per una cultura aziendale inclusiva, supportiva e orientata al futuro. Non è più una questione di "se" implementare un processo strutturato, ma di "come" farlo in modo da garantire che i dipendenti siano non solo operativi, ma anche felici e motivati. Se ti è piaciuto questo articolo e hai bisogno di un supporto specializzato contattaci , il nostro team commerciale è a tua disposizione per provare a studiare insieme a te un modello di recruiting in linea con le tue necessità e la tua cultura aziendale.

  • Quanto guadagna un Sales Account in Italia?

    Il ruolo del Sales Account è fondamentale nel panorama commerciale italiano, poiché questi professionisti si occupano di gestire i rapporti con i clienti e di promuovere le vendite di prodotti e servizi. Ma quanto guadagna un Sales Account in Italia? Esploriamo i dati salariali e le variabili che influenzano la crescita economica di un dipendente commerciale. Retribuzione media del Sales Account in Italia Secondo il Rapporto Professioni 2023  di Adecco , la retribuzione media di un Sales Account in Italia oscilla tra i 30.000  e i 50.000 euro  lordi all’anno. Questa fascia di guadagno può variare in base a diversi fattori, tra cui l’esperienza, il settore di appartenenza e la località geografica. Un’indagine condotta da Michael Page  rivela che i Sales Account junior guadagnano tipicamente circa 28.000 euro  all’inizio della loro carriera, mentre i professionisti con esperienza di oltre cinque anni possono superare i 70.000 euro  annuali, soprattutto in settori competitivi come la tecnologia e il farmaceutico. Secondo invece JobPricing , un portale specializzato nell’analisi retributiva, l'analisi è molto più conservativa: la retribuzione di un junior account può crescere fino a raggiungere i 40.000 euro annui per professionisti con più di 5 anni di esperienza . Per avere un quadro più preciso, analizziamo alcuni dati salariali medi per settore e livello di esperienza, basati su ricerche di piattaforme specializzate come Glassdoor , Indeed e Payscale : Settore Livello di esperienza Stipendio medio annuo (circa) IT Junior €25.000 - €35.000 IT Senior €40.000 - €60.000 Farmaceutico Junior €28.000 - €38.000 Farmaceutico Senior €45.000 - €65.000 Automotive Junior €27.000 - €37.000 Automotive Senior €42.000 - €62.000 N.B:  Questi dati sono indicativi e possono variare a seconda delle fonti e delle specifiche condizioni lavorative. Fattori di Influenza Settore di Appartenenza : La retribuzione varia notevolmente a seconda del settore. Un report di Hays  evidenzia che nel settore tecnologico, i Sales Account possono guadagnare il 20%  in più rispetto a quelli operanti in ambiti tradizionali come il commercio al dettaglio. Località : Le differenze geografiche giocano un ruolo significativo. Ad esempio, in città come Milano e Roma, i salari tendono a essere più elevati rispetto a quelli di città più piccole o del sud Italia. Secondo uno studio di Glassdoor , un Sales Account a Milano può guadagnare mediamente il 15-20%  in più rispetto a un collega che lavora in una zona meno urbanizzata. Competenze e Certificazioni : Le competenze specifiche possono influenzare il guadagno. Sales Account con certificazioni professionali o competenze in software CRM avanzati possono richiedere stipendi più elevati. Secondo un’analisi di LinkedIn , le competenze in vendite consultive sono tra le più richieste e possono aumentare le possibilità di guadagno. L’importanza dell'esperienza : l'esperienza svolge un ruolo cruciale nella determinazione del salario. Un Sales Account Senior, con oltre 10 anni di esperienza, può arrivare a guadagnare tra i 50.000 e i 70.000 euro all'anno, soprattutto se opera in settori ad alto margine come la consulenza o i servizi finanziari . I Senior spesso hanno un ruolo più strategico, gestendo clienti chiave e team di vendita. Bonus e Provvigioni Un aspetto cruciale della retribuzione è rappresentato dai bonus e dalle provvigioni. Il Rapporto sulle Retribuzioni 2023  di Hays  stima che oltre il 40%  degli stipendi di un Sales Account può provenire da incentivi legati al raggiungimento di obiettivi di vendita. Secondo un'analisi di Indeed , i bonus invece possono rappresentare dal 10% al 30% del compenso totale, con alcune aziende che offrono piani di commissione molto incentivanti . In aziende altamente orientate al risultato, il pacchetto retributivo complessivo può superare i 50.000 euro annui, considerando le commissioni. Questi bonus possono variare significativamente, portando a un potenziale guadagno che può arrivare fino al 50%  dello stipendio base. Alcuni consigli per un Sales Account: Sviluppare una rete di contatti:  Partecipare a eventi di settore, iscriversi a gruppi LinkedIn e frequentare fiere possono aiutare a ampliare la propria rete. Specializzarsi in una nicchia di mercato:  Concentrarsi su un settore specifico permette di acquisire una profonda conoscenza del mercato e dei bisogni dei clienti. Utilizzare gli strumenti digitali:  Padroneggiare i principali strumenti di CRM e marketing automation è fondamentale per ottimizzare le attività di vendita. Essere sempre aggiornato sulle novità del settore:  Seguire i trend di mercato e le evoluzioni tecnologiche è essenziale per rimanere competitivo. Fonti aggiuntive: Studi di settore:  Consultare studi e report pubblicati da associazioni di categoria e società di consulenza. Annunci di lavoro:  Analizzare gli annunci di lavoro per Sales Account può fornire indicazioni sui requisiti richiesti e sulle retribuzioni offerte. Forum e gruppi online:  Partecipare a forum e gruppi dedicati al mondo della vendita può essere utile per confrontarsi con altri professionisti del settore. Difficoltà di accesso al ruolo Entrare nel mondo del Sales Account può presentare diverse sfide, soprattutto per i candidati meno esperti o con formazione non specifica nel settore commerciale. Secondo una ricerca di LinkedIn , i datori di lavoro nel settore delle vendite richiedono sempre più spesso competenze trasversali, come l'uso di strumenti CRM (Customer Relationship Management) e una forte conoscenza del mercato di riferimento. Inoltre, in un mercato altamente competitivo, molti candidati devono dimostrare non solo capacità relazionali e di negoziazione, ma anche risultati concreti e un approccio data-driven alle vendite. Un altro ostacolo è rappresentato dalla concorrenza interna al settore: molte aziende cercano profili con una solida esperienza commerciale , rendendo più difficile per i neolaureati o i candidati junior accedere al ruolo. Michael Page  sottolinea che, mentre i ruoli junior esistono, molti employer preferiscono assumere professionisti con almeno 2-3 anni di esperienza pregressa in ruoli simili, riducendo così il rischio di fallimento nella fase iniziale del ciclo di vendita. Per superare queste barriere, molti giovani professionisti scelgono di iniziare con ruoli di assistenza alle vendite o come Sales Representative, ruoli che offrono un primo accesso all’ambiente commerciale e consentono di acquisire le competenze necessarie per passare al livello di Sales Account. Se sei alla ricerca di nuove opportunità professionali come sales account dai un'occhiata al nostro sito internet , siamo a tua disposizione per accompagnarti ad un nuovo livello del tuo successo commerciale.

  • Quanto guadagna un Area Manager oggi in Italia?

    Se l'anno scorso abbiamo cercato di fare uno studio sui guadagni dei nostri agenti di commercio (guadagni all'epoca in forte contrazione a causa del periodo covid-19, ndr), quest'anno cercheremo di fare i conti in tasca a coloro che gli agenti di commercio li coordinano e li gestiscono, ovvero gli area manager. Gli area manager svolgono un ruolo chiave nel mondo del commercio e delle vendite, contribuendo in modo significativo al successo di un'azienda. Ma quanto guadagna un area manager in Italia? Questa è una domanda importante per coloro che aspirano a una carriera in questo settore o che cercano di valutare il proprio potenziale di guadagno. In questo articolo, esamineremo in dettaglio le retribuzioni degli area manager in Italia, considerando le variazioni salariali in base a settori specifici e a regioni del paese. Quali sono i compiti di un Area Manager? L'area manager è un professionista che si occupa di gestire la rete vendita di un'azienda in un'area geografica specifica. Le sue responsabilità includono la definizione degli obiettivi di vendita, la formazione dei venditori, il monitoraggio delle performance e la risoluzione dei problemi, lo sviluppo di strategie di vendita, la gestione del budget e la creazione di relazioni con i clienti. La posizione di area manager richiede un elevato grado di leadership, competenze organizzative e una profonda comprensione del mercato in cui operano. Questi professionisti sono spesso responsabili del raggiungimento degli obiettivi di vendita nell'area assegnata e svolgono un ruolo cruciale nell'orientare il successo aziendale. Fattori che Influenzano il Guadagno di un Area Manager Le retribuzioni degli area manager possono variare notevolmente a seconda di diversi fattori. Ecco alcuni dei principali fattori che influenzano il guadagno di un area manager in Italia: 1. Settore Industriale Il settore in cui opera l'azienda ha un impatto significativo sul salario di un area manager. Alcuni settori, come il farmaceutico o il tecnologico, possono offrire retribuzioni più elevate rispetto ad altri, come l'alimentare o il retail. Esempio: Un area manager nel settore farmaceutico potrebbe guadagnare di più rispetto a un area manager nel settore dell'alimentare, a parità di esperienza e responsabilità. 2. Dimensione dell'Azienda Le dimensioni dell'azienda in cui lavora un area manager possono influenzare la retribuzione. Le grandi aziende tendono a offrire pacchetti di compensi più generosi rispetto alle piccole imprese. Esempio: Un area manager in una multinazionale potrebbe ricevere un salario più elevato rispetto a un collega con lo stesso ruolo in un'azienda a conduzione familiare. 3. Localizzazione Geografica La regione in cui opera un area manager può avere un impatto significativo sulla sua retribuzione. Le città e le regioni più costose, come Milano o la Lombardia, tendono a offrire salari più alti per compensare il costo della vita più elevato. Esempio: Un area manager che lavora a Milano potrebbe guadagnare di più rispetto a un area manager con le stesse responsabilità che opera in una città meno costosa, come Bari. 4. Livello di Esperienza Come in molte altre professioni, il livello di esperienza svolge un ruolo importante nella determinazione della retribuzione di un area manager. Gli area manager con una vasta esperienza tendono a guadagnare di più rispetto ai neolaureati o a coloro che sono appena entrati nel settore. Esempio: Un area manager con 10 anni di esperienza potrebbe guadagnare una retribuzione più elevata rispetto a un neoassunto con lo stesso ruolo. 5. Performance Personale Le prestazioni personali svolgono un ruolo significativo nella determinazione delle retribuzioni. Gli area manager che raggiungono o superano gli obiettivi di vendita e dimostrano un forte contributo al successo dell'azienda sono spesso ricompensati con bonus e incentivi. Esempio: Un area manager che supera costantemente gli obiettivi di vendita potrebbe ricevere bonus aggiuntivi in base alle sue prestazioni. Lo stipendio medio di un area manager in Italia Secondo i dati di Glassdoor , lo stipendio medio di un area manager in Italia è di 42.967 euro lordi annui. L'importo in busta paga può oscillare da 35.000 euro lordi per chi occupa una posizione entry level fino a superare 60.000 euro lordi per chi ha acquisito più esperienza nel corso degli anni. Oltre allo stipendio, gli area manager possono beneficiare di altri benefit, come: Auto aziendale Telefono aziendale Polizza sanitaria Formazione continua Opportunità di carriera Retribuzioni degli Area Manager in Italia per Settore (dalla A alla Z) Per avere un'idea più chiara di quanto guadagna un area manager in Italia, esamineremo le retribuzioni medie per alcune delle principali industrie presenti nel paese. Settore Alimentare Il settore alimentare offre una gamma di opportunità per gli area manager, ma le retribuzioni possono variare notevolmente a seconda dell'azienda e del segmento di mercato. Area Manager Junior : Un area manager junior nel settore alimentare può guadagnare da €35.000 a €45.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior nel settore alimentare possono guadagnare da €45.000 a €70.000 all'anno, in base all'esperienza e all'azienda. Settore Automobilistico li area manager in questo settore spesso si occupano della vendita di veicoli a rivenditori o direttamente ai consumatori con una forbice retributiva piuttosto consistente. Area Manager Junior : In media, un area manager junior nel settore automobilistico può guadagnare da €45.000 a €50.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior nel settore automobilistico possono guadagnare da €50.000 a € 80.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e delle dimensioni dell'azienda. Settore Edilizio e dell'Architettura A differenze di altri settori, qui troviamo meno area manager sul mercato ma con una ottima seniority e guadagni abbastanza consolidati. Area Manager Junior : In media, un area manager junior nel settore edilizio e dell'architettura può guadagnare da €40.000 a €50.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior in questo settore possono guadagnare da €50.000 a €85.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e delle dimensioni dell'azienda. Settore Elettronico e Elettrico Gli area manager in questo settore spesso si occupano della vendita di prodotti elettronici a rivenditori e distributori. Area Manager Junior : In media, un area manager junior nel settore elettronico ed elettrico può guadagnare da €45.000 a €70.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior in questo settore possono guadagnare da €70.000 a €120.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e delle dimensioni dell'azienda. Settore Energetico Il settore energetico (commodities in primis) negli ultimi anni è stato uno degli ambiti di maggior sviluppo e ricerca per quanto riguarda figure di coordinamento. Area Manager Junior : In media, un area manager junior nel settore energetico può guadagnare da €35.000 a €45.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior in questo settore possono guadagnare da €45.000 a €85.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e delle dimensioni dell'azienda. Settore Farmaceutico Il settore farmaceutico è noto per offrire retribuzioni competitive agli area manager. A causa della complessità e della regolamentazione di questo settore, i professionisti con esperienza sono altamente ricercati. Area Manager Junior : La retribuzione media per un area manager junior nel settore farmaceutico può variare da €40.000 a €60.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior con un'esperienza significativa possono guadagnare da €70.000 a €100.000 all'anno o più, a seconda dell'azienda. Settore dell'Informatica e della Tecnologia Il settore dell'informatica e della tecnologia è in costante crescita in Italia, offrendo opportunità di carriera per gli area manager responsabili della vendita di software, hardware e servizi tecnologici. Area Manager Junior : In media, un area manager junior nel settore dell'informatica e della tecnologia può guadagnare da €35.000 a €60.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior in questo settore possono guadagnare da €60.000 a €110.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e delle dimensioni dell'azienda. Settore della Moda e dell'Abbigliamento L'industria della moda e dell'abbigliamento in Italia è celebre in tutto il mondo. Gli area manager in questo settore si occupano della vendita di abbigliamento, calzature e accessori. Area Manager Junior : In media, un area manager junior nel settore della moda e dell'abbigliamento può guadagnare da €30.000 a €45.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior in questo settore possono guadagnare da €45.000 a €70.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e delle dimensioni dell'azienda. Settore Retail Il settore retail offre opportunità per gli area manager responsabili della gestione di punti vendita fisici. Le retribuzioni possono variare a seconda delle dimensioni e della complessità dell'azienda. Area Manager Junior : Un area manager junior nel settore retail può guadagnare da €30.000 a €40.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior nel settore retail possono guadagnare da €40.000 a €55.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e delle dimensioni dell'azienda. Settore Tecnologico Il settore tecnologico è noto per i salari competitivi e le opportunità di crescita. Gli area manager in questo settore spesso gestiscono squadre di vendita altamente specializzate. Area Manager Junior : Un area manager junior nel settore tecnologico può guadagnare da €50.000 a €70.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior nel settore tecnologico possono guadagnare da €80.000 a €120.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e delle dimensioni dell'azienda. Settore Telecomunicazioni Il settore delle telecomunicazioni negli ultimi anni ha avuto una notevole contrazione in termine di ricerca di personale a causa di un mercato che risente della guerra dei prezzi e che ha un surplus di risorse coordinative Area Manager Junior : In media, un area manager junior nel settore energetico può guadagnare da €35.000 a €50.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior in questo settore possono guadagnare da €50.000 a €70.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e delle dimensioni dell'azienda. Settore Zootecnico Altro settore molto specifico e che richiede importanti competenze tecniche alle (poche) risorse commerciali che ci lavorano all'interno. Gli area manager junior sono per la maggior parte dei sales account), la maggior parte degli area manager sono di taglio senior Area Manager Junior : La retribuzione media per un area manager junior nel settore farmaceutico può variare da €30.000 a €40.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior con un'esperienza significativa possono guadagnare da €50.000 a €70.000 all'anno o più, a seconda dell'azienda. Retribuzioni degli Area Manager in Italia per Regione La localizzazione geografica in Italia può influenzare notevolmente le retribuzioni degli area manager. Le città e le regioni più costose tendono a offrire salari più alti per compensare il costo della vita elevato. Di seguito, forniamo un'analisi delle retribuzioni medie degli area manager in alcune delle principali città italiane. Milano, Lombardia Milano è uno dei centri economici più importanti d'Italia, noto per i salari competitivi e le opportunità di carriera. Area Manager Junior : In media, un area manager junior a Milano può guadagnare da €45.000 a €70.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior a Milano possono guadagnare da €70.000 a €120.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e del settore. Roma, Lazio Roma è un importante centro politico e culturale, ma le retribuzioni tendono a essere leggermente inferiori rispetto a Milano. Area Manager Junior : In media, un area manager junior a Roma può guadagnare da €40.000 a €65.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior a Roma possono guadagnare da €65.000 a €100.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e del settore. Napoli, Campania Napoli è una città con un costo della vita più basso rispetto a Milano e Roma, il che si riflette nelle retribuzioni degli area manager. Area Manager Junior : In media, un area manager junior a Napoli può guadagnare da €30.000 a €45.000 all'anno. Area Manager Senior : Gli area manager senior a Napoli possono guadagnare da €45.000 a €80.000 all'anno, a seconda dell'esperienza e del settore. Le retribuzioni degli area manager in Italia variano notevolmente in base a diversi fattori, tra cui il settore in cui operano, la dimensione dell'azienda, la localizzazione geografica, il livello di esperienza e le prestazioni personali. È importante notare che le cifre fornite in questo articolo sono medie e che le variazioni possono essere significative. Per coloro che aspirano a diventare area manager o che cercano di massimizzare il proprio potenziale di guadagno, è importante considerare questi fattori e cercare opportunità che corrispondano alle proprie abilità e obiettivi di carriera. Inoltre, la formazione continua, l'aggiornamento sulle tendenze del settore e il miglioramento delle competenze di leadership possono contribuire a migliorare le prospettive di guadagno di un area manager. E' fondamentale tenere presente che il successo di un area manager non è misurato solo in termini di retribuzione, ma anche nell'abilità di gestire efficacemente le squadre di vendita, raggiungere gli obiettivi aziendali e contribuire al successo complessivo dell'azienda. Vantaggi della professione (Pro): Alte Retribuzioni : Gli area manager possono godere di salari competitivi, soprattutto nelle industrie ad alto reddito come il settore farmaceutico e tecnologico. Responsabilità e Leadership : Questa posizione offre l'opportunità di guidare squadre di vendita, prendere decisioni strategiche e contribuire al successo aziendale. Opportunità di Crescita : Gli area manager spesso hanno opportunità di avanzamento di carriera, inclusi ruoli di livello esecutivo come direttori regionali o nazionali. Varietà di Settori : Il ruolo dell'area manager può essere trovato in una vasta gamma di settori, permettendo ai professionisti di adattare la loro carriera ai propri interessi. Networking : Questo ruolo consente di stabilire relazioni con professionisti e clienti in tutto il settore, creando opportunità di networking preziose. Sfide (Contro): Pressione e Stress : Gli area manager sono spesso sottoposti a forti pressioni per raggiungere obiettivi di vendita, il che può portare a livelli elevati di stress. Viaggi e Spostamenti : Il ruolo può richiedere frequenti viaggi e spostamenti, rendendo difficile il mantenimento di un equilibrio tra lavoro e vita privata. Gestione delle Squadre : La gestione di squadre di vendita può essere complessa, con sfide legate alla motivazione e alla gestione dei conflitti. Obiettivi di Vendita Ambiziosi : Gli area manager devono spesso lavorare per raggiungere obiettivi di vendita ambiziosi, il che può richiedere un impegno costante. Responsabilità Finanziarie : Gli area manager spesso hanno la responsabilità del budget e dei risultati finanziari, il che può essere un carico significativo. In ultima analisi, il ruolo dell'area manager offre opportunità significative di guadagno e crescita professionale, ma richiede anche una serie di competenze e un impegno costante per affrontare le sfide legate alle elevate aspettative, alla gestione delle squadre e allo stress. La decisione di perseguire una carriera come area manager dipenderà dalle preferenze personali e dalle abilità individuali di ciascun professionista. Attenzione solo a non incorrere in un errore frequente: un ottimo venditore non necessariamente potrà mai essere un bravo area manager!

  • L'arte della vendita. Come diventare un venditore di successo nell'era digitale.

    Tecniche di Business è la nostra rubrica in cui vi parliamo e recensiamo i grandi classici delle tecniche di vendita, senza dimenticare le nuove pubblicazioni che ci possono offrire spunti e modelli alternativi per creare business redditizi. " L’arte della vendita " di Anthony Iannarino è una guida pratica e ispiratrice per chiunque desideri eccellere nel mondo delle vendite nell'era digitale. Iannarino, un veterano del settore con decenni di esperienza, offre una combinazione di consigli pratici e riflessioni profonde che vanno oltre le tecniche tradizionali di vendita, esplorando l'importanza della mentalità e delle competenze interpersonali. La centralità del cliente nell’era digitale Uno dei temi chiave del libro è l'importanza di mettere il cliente al centro di ogni strategia di vendita. Iannarino sottolinea come l'era digitale abbia trasformato il modo in cui i clienti interagiscono con i venditori e come ciò richieda un approccio più personalizzato e attento. "Non si tratta solo di vendere un prodotto, ma di costruire relazioni autentiche e durature" afferma Iannarino, evidenziando l'importanza di comprendere le esigenze e i desideri del cliente per offrire soluzioni su misura. Le competenze del venditore moderno Iannarino dedica ampio spazio a discutere le competenze essenziali per il venditore moderno. Tra queste, spicca la capacità di ascolto attivo. "Ascoltare è più potente che parlare," scrive Iannarino. "I migliori venditori sono quelli che sanno ascoltare attentamente e comprendere profondamente i loro clienti." Questa abilità, insieme alla capacità di porre le domande giuste, permette di costruire un dialogo significativo che può guidare il cliente verso la decisione d'acquisto. L'autore identifica le competenze essenziali per un venditore di successo nell'era digitale, tra cui: Costruire relazioni solide:  Iannarino sottolinea l'importanza di stabilire connessioni genuine con i clienti e di basare le interazioni sulla fiducia e la comprensione reciproca. Ascolto attivo:  La capacità di ascoltare attentamente le esigenze e le preoccupazioni dei clienti è fondamentale per individuare le soluzioni giuste e costruire relazioni durature. Comunicazione efficace:  Saper comunicare in modo chiaro, conciso e persuasivo è essenziale per presentare i prodotti o servizi in modo convincente e generare interesse. Competenze digitali:  Nel panorama digitale odierno, è fondamentale padroneggiare gli strumenti e le piattaforme online per raggiungere i clienti e generare opportunità di vendita. L’importanza della mentalità Il libro va oltre le semplici tecniche di vendita e offre una visione più ampia del ruolo del venditore nell'era digitale. Iannarino discute l'importanza di sviluppare una mentalità orientata al cliente, di adottare un approccio consulenziale e di concentrarsi sul fornire valore ai clienti piuttosto che semplicemente chiudere accordi. Iannarino sottolinea come una mentalità positiva e resiliente sia fondamentale per affrontare le sfide e le inevitabili sconfitte che si presentano nel percorso di vendita. "La differenza tra un venditore di successo e uno mediocre non è nelle tecniche che usano, ma nella loro capacità di perseverare di fronte agli ostacoli" afferma l'autore. Questo concetto è rafforzato da numerosi esempi pratici e storie di successo che illustrano come la determinazione e la capacità di adattamento possano fare la differenza. Tecnologia e automazione Nel contesto dell’era digitale, Iannarino esplora anche l’impatto della tecnologia e dell’automazione sulle vendite. Sebbene riconosca i benefici di strumenti avanzati come i CRM e le piattaforme di analisi dei dati, avverte i lettori di non perdere di vista l'elemento umano. "La tecnologia può potenziare le nostre capacità, ma non può sostituire la connessione umana," sostiene Iannarino. Questo equilibrio tra l'uso della tecnologia e l'attenzione al rapporto umano è presentato come una delle chiavi per il successo nel panorama moderno delle vendite. Un libro per tutti i venditori "L’arte della vendita" di Anthony Iannarino è una lettura indispensabile per chiunque sia coinvolto nel mondo delle vendite. Con una prosa chiara e coinvolgente, Iannarino offre consigli preziosi e facilmente applicabili, supportati da una profonda comprensione delle dinamiche del mercato contemporaneo. Il libro non è solo un manuale di tecniche di vendita, ma una guida per sviluppare una mentalità vincente e costruire relazioni significative con i clienti. In conclusione, Iannarino ci ricorda che, nonostante l'avanzamento tecnologico, il cuore della vendita rimane invariato: comprendere e servire il cliente. "Il vero successo nelle vendite," scrive, "non si misura solo dai numeri, ma dalla qualità delle relazioni che costruisci lungo il cammino." Un libro che, senza dubbio, rappresenta una risorsa preziosa per venditori di ogni livello di esperienza.

  • BlackBerry: ascesa e caduta di un gigante

    Cinema & Lavoro è la sezione dedicata a tutti i nostri utenti cinefili dove andremo a raccogliere i migliori film sul mondo del lavoro. BlackBerry , Matt Johnson , 2023 (USA). BlackBerry , il film del 2023 diretto da Matt Johnson, racconta la parabola del primo smartphone a conquistare il mondo, dalla sua nascita fino al suo declino. La pellicola, presentata in concorso alla Berlinale, offre uno sguardo vivido e spesso ironico su un'epoca di rivoluzione tecnologica e sfrenato capitalismo. La trama si concentra su Mike Lazaridis (Jay Baruchel) , il co-fondatore di Research In Motion (RIM), l'azienda canadese che ha dato vita al BlackBerry. Il film segue il suo percorso, dagli inizi come studente universitario con un'idea rivoluzionaria fino al successo globale del suo prodotto. Mike Lazaridis è un personaggio complesso e contraddittorio. È un visionario che ha avuto un'idea geniale, ma è anche un uomo ossessionato dal lavoro e dal successo. Il film ci mostra le sue luci e le sue ombre, offrendo un ritratto umano e realistico di un imprenditore di successo. BlackBerry non è solo la storia di un successo imprenditoriale.  È anche un ritratto di un'epoca in cui la tecnologia stava cambiando il mondo a un ritmo vertiginoso. Il film ci mostra come il BlackBerry abbia influenzato il modo di comunicare, lavorare e vivere di milioni di persone. La regia di Johnson è dinamica e coinvolgente.  Il film mescola sapientemente commedia, dramma e thriller, creando un'atmosfera unica che cattura l'essenza di un'epoca frenetica e ricca di contraddizioni. Il cast è eccellente.  Jay Baruchel offre un'interpretazione vibrante e sfumata di Mike Lazaridis. Glenn Howerton, Saul Rubinek e Cary Elwes completano il cast con performance di grande livello. Ecco alcuni dei temi principali affrontati dal film: L'innovazione: Il BlackBerry è stato un prodotto rivoluzionario che ha cambiato il mondo. Il film ci mostra come l'innovazione possa nascere da un'idea semplice e come possa avere un impatto enorme sulla società. Il successo e il fallimento: Il BlackBerry ha avuto un successo strepitoso, ma è poi caduto in declino a causa di una serie di fattori. Il film ci mostra come il successo non sia mai garantito e come sia importante sapersi adattare ai cambiamenti del mercato e di come un prodotto innovativo se non viene costantemente aggiornato non garantisca un vantaggio perpetuo sulla concorrenza Il lato oscuro del capitalismo: Il film non risparmia critiche al capitalismo sfrenato e alla cultura del successo a tutti i costi. Ci mostra come la competizione spietata possa portare a sacrificare l'etica e il benessere dei lavoratori. Oltre a questi temi principali, il film offre anche una serie di spunti di riflessione su: Il rapporto tra uomo e tecnologia: Il BlackBerry ha avuto un impatto enorme sul modo in cui le persone comunicano e interagiscono tra loro. Il film ci fa riflettere su come la tecnologia possa influenzare le nostre relazioni e la nostra vita. Il futuro del lavoro: Il BlackBerry ha rivoluzionato il modo di lavorare. Il film ci fa riflettere su come la tecnologia continuerà a cambiare il mondo del lavoro in futuro. Consigliato a: Appassionati di tecnologia Professionisti del business e delle vendite Chiunque sia interessato a comprendere il mondo contemporaneo Voto:  7,5/10

  • Influencer, nuova veste da agenti di commercio: la storica sentenza del Tribunale di Roma

    Un passo avanti per la tutela del lavoro nell'era digitale Con la sentenza n. 2615/2024, il Tribunale di Roma ha stabilito un precedente storico nel panorama giuridico italiano, classificando gli influencer che svolgono un'attività di promozione stabile e continuativa per un brand come agenti di commercio. Questa decisione ha importanti ripercussioni su diversi aspetti del rapporto tra influencer e aziende che di seguito cercheremo di analizzare. Cosa stabilisce la sentenza? La sentenza stabilisce che, se sussistono determinate condizioni, l'attività di un influencer può essere considerata come un vero e proprio rapporto di agenzia. In particolare, è necessario che: L'influencer svolga la sua attività in modo professionale, stabile e continuativo per conto di un'azienda. Promuova i prodotti o servizi dell'azienda in modo esclusivo o prevalente. Non sia autonomo nell'organizzazione del proprio lavoro, ma operi sotto le direttive dell'azienda. Quali sono le conseguenze? Se un influencer viene riconosciuto come agente di commercio sarà codificato come un regolare professionista della vendita con una serie di diritti e doveri da adempiere. 1. Tutela previdenziale: Gli influencer inquadrati come agenti di commercio avranno diritto alle tutele previdenziali previste da Enasarco, l'ente di previdenza per gli agenti di commercio. Ciò significa che potranno accedere a prestazioni come pensione, indennità di maternità e malattia, e fondo di previdenza complementare. 2. Contratti e compensi: La nuova classificazione comporta l'obbligo per le aziende di stipulare regolari contratti di agenzia con gli influencer, specificando i compiti, i compensi e le modalità di lavoro. I compensi dovranno essere commisurati al lavoro svolto e non potranno essere inferiori ai minimi salariali previsti per gli agenti di commercio. 3. Trasparenza e tracciabilità: L'inquadramento come agenti di commercio impone maggiore trasparenza nei rapporti tra influencer e aziende. Le collaborazioni dovranno essere tracciabili e documentate, con la chiara indicazione dei prodotti o servizi promossi e dei compensi corrisposti. 4. Implicazioni fiscali: La sentenza potrebbe avere anche conseguenze fiscali per gli influencer, che potrebbero essere tenuti ad applicare la ritenuta d'acconto sui compensi ricevuti. 5. Diritto alle provvigioni: calcolate sul volume di vendite generato dai loro contenuti sponsorizzati. 6. Tutele in caso di licenziamento o mancato rinnovo del contratto. Nonostante la portata innovativa della sentenza, rimangono alcuni aspetti ancora da definire, come la concreta distinzione tra attività di influencer occasionale e professionale e la determinazione dei parametri per configurare un rapporto di agenzia. Ma quando un influencer diventa agente di commercio? La sentenza stabilisce che la chiave sta nella stabilità e continuità della collaborazione con l'azienda. Se l'influencer promuove regolarmente i prodotti del brand, utilizzando contenuti dedicati e link tracciabili, potrebbe rientrare nella definizione di agente di commercio. Quali sono le implicazioni di questa sentenza? Per le aziende: maggiore chiarezza e trasparenza nei rapporti con gli influencer, con la necessità di regolarizzare le posizioni di lavoro secondo le normative vigenti per gli agenti di commercio. Per gli influencer: tutele e garanzie maggiori, ma anche oneri fiscali e previdenziali da considerare. La sentenza ha acceso un acceso dibattito nel mondo del marketing e del diritto del lavoro. Da un lato, alcuni vedono questa decisione come un passo necessario per contrastare il lavoro nero e tutelare i diritti degli influencer. Dall'altro, si teme un aumento dei costi per le aziende e una riduzione della flessibilità per gli influencer. Il futuro di questa nuova interpretazione del lavoro degli influencer è ancora incerto. Si attendono nuovi sviluppi e chiarimenti, sia dalle sedi legali che dal mondo del lavoro. Cosa è certo è che questa sentenza rappresenta un punto di svolta nel panorama del marketing digitale in Italia. Le aziende e gli influencer dovranno adattarsi a questa nuova realtà, con un occhio di riguardo alla compliance normativa e alle tutele dei lavoratori. Rimani aggiornato! Seguici per scoprire gli ultimi sviluppi su questa importante sentenza e sul suo impatto sul mondo degli influencer e del marketing digitale in Italia. Per approfondire: Sentenza del Tribunale di Roma n. 2615/2024: https://www.assolombarda.it/servizi/lavoro-e-previdenza/informazioni/l2019influencer-e-inquadrabile-come-agente-di-commercio-sentenza-tribunale-di-roma Gli influencer sono agenti di commercio? Cosa dice la legge: https://www.confcommercio.it/-/influencer-agenti-commercio Influencer come agenti di commercio: la nuova sentenza fa chiarezza: https://www.confcommercio.it/-/influencer-agenti-commercio Se ti è piaciuto questo articolo e hai bisogno di un supporto specializzato contattaci, il nostro team commerciale è a tua disposizione per provare a studiare insieme a te un modello di recruiting in linea con le tue necessità e la tua cultura aziendale.

  • Ritenuta d'acconto: nuove norme e applicazioni nel 2024.

    La ritenuta d'acconto è un meccanismo fiscale fondamentale che ha lo scopo di assicurare il corretto adempimento delle imposte sui redditi da parte dei contribuenti, riducendo il rischio di evasione fiscale. La ritenuta d'acconto è una imposta indiretta che viene applicata direttamente alla fonte di reddito, ovvero all'atto del pagamento di determinate categorie di redditi. Essa rappresenta un acconto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e viene detratta dal soggetto erogante il reddito (sostituto d'imposta) per essere poi versata all'Erario. Negli ultimi anni, le normative relative alla ritenuta d'acconto hanno subito significative modifiche e aggiornamenti per adattarsi al contesto economico in evoluzione e per migliorare l'efficacia delle misure anti-evasione. Novità normative Con la recente Legge di Bilancio 2024 sono state introdotte alcune importanti novità in materia di ritenuta d'acconto. Le principali modifiche riguardano: Aumento della aliquota per i redditi da lavoro autonomo e da impresa individuale:  l'aliquota ordinaria passa dall'attuale 20% al 23%. Introduzione di una nuova aliquota del 10% per i redditi da lavoro dipendente occasionale:  questa aliquota si applica ai compensi percepiti per prestazioni lavorative occasionali di importo superiore a 600 euro. Esenzione dalla ritenuta d'acconto per i redditi da lavoro dipendente di importo inferiore a 2.000 euro:  tale esenzione si applica ai redditi percepiti da lavoratori con redditi complessivi annui non superiori a 25.000 euro. Possibilità per i contribuenti di optare per il regime di tassazione separata per i redditi da lavoro autonomo:  in questo caso, la ritenuta d'acconto viene applicata all'aliquota del 20% anziché al 23%. Nuove applicazioni Oltre alle novità normative sopracitate, la ritenuta d'acconto trova applicazione anche in alcuni nuovi casi, tra cui: Somme corrisposte a titolo di indennità di fine rapporto e di somme equipollenti:  la ritenuta d'acconto viene applicata all'aliquota del 23%. Redditi da partecipazione a società, enti e associazioni:  la ritenuta d'acconto viene applicata all'aliquota del 26%. Premi della lotteria e vincite alle scommesse:  la ritenuta d'acconto viene applicata all'aliquota del 23%. Le Nuove Normative Le ultime modifiche normative hanno introdotto diverse novità significative nel panorama della ritenuta d'acconto. Tra queste, vi è l'ampliamento delle categorie di soggetti obbligati a operare la ritenuta d'acconto e l'introduzione di nuove aliquote e modalità di calcolo. Inoltre, sono state introdotte disposizioni volte a semplificare le procedure di adempimento e a potenziare i controlli per prevenire eventuali abusi. Uno degli elementi chiave delle nuove normative riguarda l'estensione dell'ambito di applicazione della ritenuta d'acconto a diverse tipologie di redditi e transazioni. Ad esempio, sono state introdotte disposizioni specifiche per le transazioni finanziarie, i redditi di lavoro autonomo, i compensi per prestazioni professionali, e i proventi derivanti da locazioni e affitti. Applicazioni Pratiche Le nuove normative richiedono un'attenta valutazione delle implicazioni pratiche per i contribuenti e per gli operatori economici. Di seguito, verranno esaminati alcuni scenari comuni e le relative applicazioni pratiche della ritenuta d'acconto. Redditi di Lavoro Autonomo : I professionisti e gli autonomi che percepiscono redditi da prestazioni professionali sono tenuti a operare la ritenuta d'acconto sulle fatture emesse. La percentuale di ritenuta varia in base alla tipologia di attività svolta e può essere soggetta a revisione periodica da parte dell'Agenzia delle Entrate. Transazioni Finanziarie : Le istituzioni finanziarie sono tenute a operare la ritenuta d'acconto sui redditi generati da investimenti finanziari come dividendi, interessi e plusvalenze. Le aliquote di ritenuta possono variare in base alla tipologia di reddito e al profilo fiscale del beneficiario. Locazioni e Affitti : I proprietari di immobili locati devono operare la ritenuta d'acconto sulle quote di affitto pagate dai conduttori. Le disposizioni relative alla ritenuta d'acconto sulle locazioni sono soggette a specifiche deroghe e limitazioni in base alla tipologia di contratto e alla natura dell'immobile. Compensi per Collaborazioni Occasionali : Le aziende e i professionisti che assumono collaboratori occasionali o consulenti esterni sono tenuti a operare la ritenuta d'acconto sui compensi corrisposti. Le modalità di calcolo della ritenuta dipendono dalla durata e dalla natura della collaborazione. Limiti di fatturazione con ritenuta d'acconto. Con la ritenuta d'acconto non esiste un limite di fatturazione  in sé. Tuttavia, è importante tenere conto di alcuni aspetti: Regime forfettario: Se sei un professionista che opera con il regime forfettario, hai un limite di ricavi annui  da non superare. Questo limite varia a seconda del codice ATECO di appartenenza. Ad esempio, per i professionisti con codice ATECO 70.20.01 (Consulenza del lavoro), il limite è di 80.000 euro. Superato il limite, decadi dal regime forfettario e sei obbligato ad aderire al regime ordinario, con la relativa apertura della Partita IVA e la gestione della contabilità. Prestazioni occasionali: Se emetti fatture con ritenuta d'acconto per prestazioni occasionali , il limite per non superare la soglia di esenzione IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) è di 5.000 euro annui . Superato questo limite, i redditi da prestazione occasionale concorrono a formare il reddito imponibile ai fini IRPEF. Regime ordinario: Se sei un professionista che opera con il regime ordinario, non hai un limite di fatturazione con la ritenuta d'acconto. Tuttavia, la ritenuta d'acconto in questo regime è applicata solo su alcune categorie di redditi, come ad esempio i redditi da lavoro autonomo e da impresa individuale. Per altre categorie di redditi, dovrai applicare l'IVA e versare le relative imposte. Raccomandazioni: È importante consultare il proprio commercialista  per verificare il regime fiscale più adatto alle tue esigenze e per conoscere i limiti di fatturazione specifici del tuo caso. In generale, la ritenuta d'acconto è consigliata per fatture di importo basso o per attività occasionali . Per fatture di importo elevato o per attività continuative, il regime ordinario con Partita IVA potrebbe essere più vantaggioso. Ritenuta d'acconto vs Partita IVA: le differenze Regime fiscale La principale differenza tra la ritenuta d'acconto e la Partita IVA risiede nel regime fiscale applicato: Ritenuta d'acconto:  il reddito viene tassato direttamente alla fonte, ovvero all'atto del pagamento, mediante la detrazione di un'imposta (ritenuta d'acconto) da parte del sostituto d'imposta (ad esempio, il committente). Il contribuente non deve presentare una propria dichiarazione dei redditi. Partita IVA:  il reddito viene tassato in base al regime fiscale scelto dal contribuente (ad esempio, regime forfettario o regime ordinario), con la presentazione di una propria dichiarazione dei redditi e il versamento delle relative imposte. Obblighi L'apertura della Partita IVA comporta una serie di obblighi connessi, tra cui: Iscrizione all'INPS:  il contribuente è tenuto ad iscriversi all'INPS e a versare i contributi previdenziali. Contabilità:  il contribuente è tenuto a tenere la contabilità, registrando i propri ricavi e costi. Fatture:  il contribuente è tenuto ad emettere fatture per le prestazioni di beni e servizi rese. Dichiarazioni periodiche:  il contribuente è tenuto a presentare delle dichiarazioni periodiche (ad esempio, mensili o trimestrali) all'Agenzia delle Entrate. Vantaggi e svantaggi La scelta tra ritenuta d'acconto e Partita IVA dipende da diverse variabili, tra cui: Volume d'affari:  la ritenuta d'acconto è generalmente più conveniente per i redditi occasionali o di basso importo, mentre la Partita IVA può essere più vantaggiosa per redditi più elevati e continuativi. Costi:  l'apertura e la gestione della Partita IVA comportano alcuni costi fissi e variabili (ad esempio, commercialista, software di fatturazione). Flessibilità:  la ritenuta d'acconto offre maggiore flessibilità per attività occasionali o saltuarie, mentre la Partita IVA offre maggiore autonomia e possibilità di crescita. In sintesi: La ritenuta d'acconto è un regime fiscale semplificato che non richiede l'apertura della Partita IVA. La Partita IVA comporta l'assunzione di una serie di obblighi connessi, ma offre maggiore autonomia e possibilità di crescita. La scelta tra ritenuta d'acconto e Partita IVA deve essere valutata in base alle specifiche esigenze del contribuente. Per approfondire: Sito web dell'Agenzia delle Entrate:   https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/ Sito web del MEF:   https://www.mef.gov.it/ Se ti è piaciuto questo articolo e hai bisogno di un supporto specializzato contattaci , il nostro team commerciale è a tua disposizione per provare a studiare insieme a te un modello di recruiting in linea con le tue necessità e la tua cultura aziendale.

  • Mary Kay Ash: l'eredità della migliore venditrice della storia

    I Giganti della Vendita è la nostra rubrica in cui ripercorriamo storie, vite ed aneddoti delle personalità che hanno segnato in positivo il mondo delle vendite, in Italia oppure all'estero. Nel vasto mondo delle vendite, pochi nomi brillano con la stessa intensità di Mary Kay Ash. Fondatrice di Mary Kay Cosmetics, è considerata da molti la migliore venditrice della storia. La sua storia di successo è intrisa di innovazione, leadership e una determinazione straordinaria. Mary Kay Ash non è stata solo una venditrice straordinaria, ma anche una visionaria il cui impatto si estende ben oltre il mondo delle vendite. Nata nel 1918 a Hot Wells, Texas, Mary Kay ha intrapreso un percorso che l'ha vista emergere come un'icona del successo imprenditoriale, promuovendo al contempo l'empowerment femminile in un'epoca in cui le donne affrontavano sfide significative nel mondo degli affari. Il percorso di Mary Kay Ash Nata in Texas nel 1918, Mary Kay non ebbe una vita facile. Cresciuta in una famiglia povera, dovette fin da giovane lavorare per mantenersi. La sua carriera nel mondo delle vendite iniziò a 25 anni, quando entrò a far parte della Stanley Home Products, azienda di prodotti per la casa. La scintilla imprenditoriale Nonostante il successo come venditrice, Mary Kay nutriva l'ambizione di creare un'azienda propria. Nel 1963, all'età di 45 anni, fondò la Mary Kay Cosmetics. La sua mission era rivoluzionaria: creare un'azienda che offrisse alle donne opportunità di carriera e di crescita economica in un contesto che, all'epoca, le relegava a ruoli marginali. L'innovazione nel Modello di Business Mary Kay Ash ha rivoluzionato il concetto di vendita diretta introducendo un modello di business unico. Ha sviluppato un piano di compensazione che premiava i rappresentanti di vendita non solo per le proprie vendite, ma anche per la formazione e il supporto fornito agli altri membri del team. Questo approccio innovativo ha contribuito a creare una cultura di collaborazione che ha reso Mary Kay un fenomeno senza precedenti nella vendita diretta. Empowerment delle donne e leadership Mary Kay Ash era determinata a rompere il soffitto di cristallo e a fornire alle donne l'opportunità di raggiungere il successo imprenditoriale. La sua azienda ha offerto alle donne la possibilità di possedere il proprio business, guadagnare reddito e scalare le posizioni aziendali. Mary Kay ha incarnato il concetto di leadership etica, dimostrando che l'integrità e il rispetto possono coesistere con il successo finanziario. La Filosofia "Golden Rule" Un altro elemento fondamentale del successo di Mary Kay è stata la sua adozione della filosofia "Golden Rule" (Regola d'Oro). Incoraggiava i suoi consulenti di bellezza a trattare gli altri come avrebbero voluto essere trattati, creando un ambiente di fiducia e rispetto reciproco. Questo approccio etico alla vendita è stato uno dei pilastri del successo di Mary Kay Cosmetics. Il Record Di Mary Kay Nella Vendita Diretta Mary Kay Ash ha costruito un impero. Nel 1973, Mary Kay Cosmetics è stata inserita nel Guinness dei Primati come la compagnia di vendita diretta con la crescita più rapida al mondo. L'azienda ha continuato a prosperare, raggiungendo milioni di donne in tutto il mondo. La sua filosofia e il suo approccio alle vendite sono rimasti una costante anche dopo la sua morte nel 2001 all'età di 83 anni. L'azienda da lei fondata continua a prosperare, con oltre 3 milioni di consulenti di bellezza in tutto il mondo. Perché Mary Kay Ash è considerata la migliore venditrice della storia? Ecco alcuni dei motivi che le hanno conferito questo titolo: Le sue eccezionali doti di vendita: Mary Kay era una venditrice naturale, capace di conquistare la fiducia e il rispetto dei suoi clienti. La sua visione imprenditoriale: Ha rivoluzionato il mondo delle vendite creando un modello di business innovativo e basato sul network marketing. La sua filosofia del "dare": Mary Kay credeva nell'importanza di aiutare gli altri e di creare un ambiente di lavoro positivo e gratificante. Il suo impatto duraturo: L'azienda da lei fondata continua a prosperare e ad ispirare le donne di tutto il mondo. Se ti è piaciuto questo articolo e hai bisogno di un supporto specializzato contattaci, il nostro team commerciale è a tua disposizione per provare a studiare insieme a te un modello di recruiting in linea con le tue necessità e la tua cultura aziendale.

  • Joe Girard: il miglior venditore della storia

    I Giganti della Vendita è la nostra rubrica in cui ripercorriamo storie, vite ed aneddoti delle personalità che hanno segnato in positivo il mondo delle vendite, in Italia oppure all'estero. Joseph Samuel Girardi, conosciuto come Joe Girard, è un nome che è sinonimo di vendita. Chiamato "Il Miglior Venditore del Mondo" dal Guinness dei Primati, Joe Girard è un'icona nella storia delle vendite e un uomo d'affari straordinario. Nato il 1º novembre 1928 a Detroit, Michigan, negli Stati Uniti, Girard ha iniziato la sua carriera di venditore alla giovane età di 16 anni, quando ha iniziato a lavorare in un concessionario di automobili. Gli Inizi nella Vendita di Auto La sua storia inizia in un contesto poco agevole. Cresciuto in una famiglia di nove persone durante la Grande Depressione, Girard ha sperimentato le difficoltà economiche fin da giovane. Dopo aver iniziato a lavorare in un concessionario Chevrolet, ha rapidamente dimostrato un talento innato per la vendita. La sua dedizione e il suo approccio unico nel trattare con i clienti gli hanno permesso di emergere in un mondo altamente competitivo. Strategie Vincenti di Joe Girard Relazioni Personali e Rete di Clienti Una delle chiavi del successo di Girard è stata la sua capacità di costruire relazioni personali con i clienti. Non vedeva solo le persone come potenziali acquirenti, ma come individui con esigenze, desideri e storie uniche. Ha sviluppato una vasta rete di clienti fedeli, mantenendo un contatto regolare attraverso lettere personali e cartoline di auguri. Riconoscimenti e Apprezzamenti Personalizzati Joe Girard era noto per inviare migliaia di cartoline di auguri personalizzate a clienti e conoscenti durante le festività e gli anniversari. Questo approccio personalizzato ha contribuito a mantenere la sua presenza nella mente dei clienti e a costruire un forte senso di fedeltà. Approccio Competitivo e Determinazione La sua filosofia di vendita era basata su una competizione sana. Girard credeva che ogni cliente dovesse sentirsi speciale, e per fare ciò, ha implementato strategie competitive. Ad esempio, se un cliente comprava da un altro venditore, Girard si impegnava a fare tutto il possibile per offrire un affare migliore e ottenere la sua fiducia. Il Riconoscimento nel Guinness dei Primati Joe Girard ha raggiunto l'apice della sua carriera nel 1973 quando è stato riconosciuto dal Guinness dei Primati come il miglior venditore di auto del mondo. Ha stabilito un record impressionante, vendendo 1.425 automobili nuove nel 1973, un risultato che ancora oggi rimane insuperato. Questo riconoscimento è la testimonianza tangibile della sua straordinaria abilità nelle vendite. Dopo la Carriera di Venditore Dopo il raggiungimento di tale successo, Joe Girard ha continuato a condividere le sue esperienze e le sue strategie attraverso libri, seminari e consulenze. I suoi insegnamenti hanno ispirato generazioni di venditori a livello globale, consolidando la sua eredità nel mondo delle vendite. È un modello per tutti i venditori, e la sua storia dimostra che è possibile raggiungere grandi risultati con passione, duro lavoro e dedizione. Le tecniche di vendita di Joe Girard Girard era un venditore di talento, e ha sviluppato una serie di tecniche di vendita innovative che gli hanno permesso di raggiungere il successo. Ecco alcune delle sue tecniche più famose: L'importanza dell'ascolto: Girard era un maestro nell'ascoltare i bisogni dei clienti. Credeva che la chiave per una vendita di successo fosse capire cosa il cliente stava cercando. La personalizzazione: Girard era un grande sostenitore della personalizzazione. Credeva che ogni cliente fosse diverso, e che le vendite dovessero essere personalizzate per soddisfare le esigenze individuali del cliente. Il follow-up: Girard credeva nell'importanza del follow-up. Chiamava i clienti il giorno dopo la vendita per assicurarsi che fossero soddisfatti. Questo ha dimostrato ai clienti che Girardi era interessato al loro successo, e ha contribuito a costruire relazioni durature. La motivazione: Girard era un grande motivatore. Incoraggiava i suoi colleghi a raggiungere i loro obiettivi e a migliorare le proprie abilità di vendita. Alcuni numeri sulle vendite di Joe Girard Il suo anno più produttivo è stato il 1973, quando ha venduto 1.645 auto. La sua media di vendite al giorno era di 4,3 auto. Ha venduto auto a persone di tutte le età, dai 20 ai 90 anni. Ha venduto auto a persone di tutte le professioni, dai medici ai camionisti. Ha venduto auto in tutti gli Stati Uniti, dal Maine alla California. Se ti è piaciuto questo articolo e hai bisogno di un supporto specializzato contattaci, il nostro team commerciale è a tua disposizione per provare a studiare insieme a te un modello di recruiting in linea con le tue necessità e la tua cultura aziendale.

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