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- Ansia nel lavoro commerciale: una minaccia invisibile al successo?
"Il problema non è lo stress. Il problema è quando lo stress diventa il tuo modo abituale di lavorare." Chi lavora nelle vendite conosce perfettamente quella sensazione. L'appuntamento decisivo fissato per il pomeriggio. Il cliente che da settimane continua a rimandare la firma. Il report commerciale da chiudere entro sera. Il target mensile ancora distante mentre il calendario sembra correre più veloce delle opportunità. È quel nodo allo stomaco che compare prima di una trattativa importante, quel pensiero che accompagna il viaggio in auto verso un cliente strategico o quella difficoltà ad addormentarsi quando il mese si avvicina alla chiusura e gli obiettivi sembrano ancora lontani. Molti la chiamano semplicemente "pressione". In realtà, spesso ha un nome molto più preciso: ansia da prestazione professionale. Per anni il mondo commerciale ha quasi celebrato questa condizione, considerandola parte integrante del mestiere. Essere sotto pressione veniva interpretato come sinonimo di determinazione, ambizione e spirito competitivo. Oggi sappiamo che non è così. La letteratura scientifica e gli studi sul benessere organizzativo raccontano una realtà molto diversa: quando la pressione supera una determinata soglia, smette di essere uno stimolo e diventa un costo. Un costo umano, prima ancora che economico. Quando la pressione smette di migliorare le performance Nel mondo delle neuroscienze è noto da oltre un secolo un principio tanto semplice quanto attuale: la legge di Yerkes-Dodson dimostra che esiste una relazione diretta tra livello di attivazione emotiva e prestazione. Fino a un certo punto, una moderata dose di stress migliora concentrazione, energia e capacità decisionale. Superata quella soglia, però, la curva cambia direzione. Le performance iniziano a diminuire. La memoria si riduce, aumenta il numero degli errori, diventa più difficile ascoltare il cliente, gestire le obiezioni e prendere decisioni efficaci. Per un professionista della vendita questo significa una cosa molto concreta: più ansia non equivale necessariamente a più risultati. Anzi, spesso produce l'effetto opposto. Il lavoro commerciale è tra le professioni emotivamente più impegnative Vendere non significa soltanto proporre un prodotto. Significa convivere quotidianamente con il giudizio degli altri. Ogni telefonata può trasformarsi in un rifiuto. Ogni trattativa può interrompersi all'ultimo momento. Ogni mese il contatore riparte da zero. È proprio questa continua esposizione all'incertezza a rendere il lavoro commerciale uno dei mestieri psicologicamente più impegnativi. Secondo l'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (EU-OSHA), circa un lavoratore europeo su tre dichiara di sperimentare livelli elevati di stress correlato al lavoro, con effetti diretti sulla produttività, sulla qualità delle decisioni e sulla salute psicofisica. Nel settore commerciale questi fattori si amplificano. La variabilità delle provvigioni, gli obiettivi trimestrali, la competizione interna, la necessità di mantenere relazioni positive anche dopo un rifiuto e la continua esposizione al giudizio del mercato rendono il venditore una figura particolarmente vulnerabile ai fenomeni di stress cronico. A questo si aggiunge un elemento spesso sottovalutato. L'agente di commercio, a differenza di molte altre figure professionali, lavora spesso da solo. Passa ore in automobile. Organizza autonomamente la propria agenda. Affronta in prima persona successi e insuccessi. Ha meno occasioni di confronto quotidiano rispetto a chi opera stabilmente in ufficio. Una libertà organizzativa che rappresenta uno dei grandi vantaggi della professione, ma che può trasformarsi anche in isolamento emotivo. I numeri raccontano un disagio che non può più essere ignorato Negli ultimi anni il tema della salute mentale è uscito definitivamente dai confini della psicologia clinica per entrare nei consigli di amministrazione. Secondo il Censis, quasi un giovane italiano su due manifesta sintomi riconducibili all'ansia. Una fragilità che inevitabilmente accompagna molti professionisti anche nel loro ingresso nel mondo del lavoro. Parallelamente, il Gallup State of the Global Workplace evidenzia come livelli elevati di stress lavorativo siano ormai una costante per milioni di lavoratori nel mondo e siano associati a minore coinvolgimento, maggiore turnover e riduzione della produttività. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima inoltre che ansia e depressione comportino ogni anno una perdita di produttività globale pari a circa 12 miliardi di giornate lavorative, con un costo economico superiore a 1.000 miliardi di dollari. Non stiamo parlando quindi di una debolezza individuale. Stiamo parlando di un fenomeno economico. Quando l'ansia cambia il modo di vendere Il primo effetto dell'ansia non è quello che molti immaginano. Non si manifesta necessariamente con il blocco totale. Molto più spesso modifica il comportamento commerciale. Il venditore diventa meno propenso ad affrontare clienti complessi. Riduce la capacità di negoziare. Accetta condizioni economiche peggiori pur di chiudere rapidamente una trattativa. Evita il conflitto. Posticipa telefonate difficili. Perde progressivamente sicurezza. Sono piccoli cambiamenti, quasi impercettibili. Ma sommati tra loro producono un impatto enorme sul fatturato. Ecco perché oggi molte aziende stanno iniziando a considerare il benessere psicologico della forza vendita come una vera leva di business. Il ruolo delle aziende: dal controllo al supporto Per molto tempo il management commerciale ha cercato di aumentare le performance esclusivamente attraverso obiettivi più aggressivi, classifiche, premi e sistemi incentivanti. Oggi questa visione mostra tutti i suoi limiti. Le organizzazioni più evolute stanno investendo in formazione manageriale, coaching, leadership empatica e sviluppo delle competenze emotive. Non per buonismo. Per convenienza. Uno studio di Deloitte sul benessere mentale nelle organizzazioni evidenzia infatti che gli investimenti in salute psicologica generano un ritorno economico positivo grazie alla riduzione dell'assenteismo, del turnover e del calo di produttività. Anche nel mondo delle vendite il principio è identico. Un venditore sereno vende meglio. Non perché lavora meno. Ma perché riesce a prendere decisioni migliori. La resilienza non basta più Per anni ai commerciali è stato insegnato a essere resilienti. Ma oggi la resilienza, da sola, non è sufficiente. Serve allenare competenze nuove. La capacità di gestire l'incertezza. L'intelligenza emotiva. L'organizzazione del tempo. La qualità del recupero psicofisico. La capacità di separare il risultato professionale dal proprio valore personale. Sono competenze che stanno diventando importanti quanto la negoziazione o la conoscenza del prodotto. La vera domanda Nel mondo delle vendite continueranno sempre a esistere obiettivi, trattative difficili e clienti che diranno "no". Questo non cambierà. Quello che può cambiare è il modo in cui scegliamo di affrontarli. Perché la differenza tra un professionista che cresce e uno che si esaurisce raramente dipende dal numero di appuntamenti o dal valore del portafoglio clienti. Molto più spesso dipende dalla capacità di trasformare la pressione in lucidità. L'ansia non è un difetto da nascondere, né un segnale di debolezza. È un indicatore. Ci dice che qualcosa sta chiedendo attenzione. Ignorarla significa rischiare di compromettere non solo le proprie performance, ma anche la qualità della propria vita. Affrontarla, invece, significa fare ciò che ogni grande professionista della vendita dovrebbe imparare a fare: gestire la variabile più complessa di tutte. Non il mercato. Sé stesso. Se ti è piaciuto questo articolo e hai bisogno di un supporto specializzato contattaci, il nostro team commerciale è a tua disposizione per provare a studiare insieme a te un modello di recruiting in linea con le tue necessità e la tua cultura aziendale.
- NASpI anticipata e apertura della Partita IVA: un'opportunità concreta per chi vuole mettersi in proprio
Per un professionista della vendita, perdere un lavoro dipendente può rappresentare un momento difficile. Ma può anche trasformarsi nell'occasione per fare quel passo che magari si stava rimandando da tempo: diventare agente di commercio, avviare un'attività di consulenza commerciale o costruire un proprio business. Negli ultimi anni il mercato del lavoro ha cambiato profondamente il ruolo dei professionisti delle vendite. Sempre più aziende cercano competenze commerciali specialistiche senza necessariamente assumere personale dipendente. Temporary Sales Manager, Business Developer, consulenti commerciali e agenti plurimandatari sono figure sempre più richieste, soprattutto dalle PMI che vogliono crescere senza aumentare eccessivamente i costi fissi. In questo contesto, la NASpI anticipata rappresenta uno degli strumenti più interessanti a disposizione di chi decide di mettersi in proprio. Eppure, nonostante il suo potenziale, molti professionisti ne conoscono solo superficialmente il funzionamento e ignorano le importanti novità che entreranno in vigore dal 2026. Cos'è la NASpI anticipata La normativa consente ai percettori di NASpI di richiedere l'erogazione anticipata dell'indennità residua nel caso in cui decidano di avviare un'attività autonoma, aprire una partita IVA, costituire un'impresa individuale oppure sviluppare a tempo pieno un'attività professionale già esistente. L'obiettivo del legislatore è chiaro: trasformare un sostegno al reddito in uno strumento di autoimprenditorialità. Invece di ricevere mensilmente l'indennità di disoccupazione, il lavoratore può ottenere immediatamente il capitale residuo e utilizzarlo per finanziare il proprio progetto professionale. Per chi proviene dal mondo commerciale si tratta di un'opportunità particolarmente interessante. Aprire una posizione da agente di commercio o avviare un'attività di consulenza richiede investimenti iniziali che spesso vengono sottovalutati: strumenti digitali, CRM, sito web, formazione, trasferte, partecipazione a fiere, attività di marketing e acquisizione clienti. Disporre fin da subito di una somma significativa può fare la differenza tra un'attività che parte in modo strutturato e una che fatica a trovare slancio nei primi mesi. Molti professionisti della vendita arrivano alla libera professione dopo anni trascorsi all'interno di aziende commerciali. Hanno costruito relazioni, acquisito competenze, sviluppato conoscenza dei mercati e spesso possiedono già una rete di contatti potenzialmente interessata ai loro servizi. La NASpI anticipata può diventare il ponte che collega queste due fasi professionali. Anziché vivere la cessazione del rapporto di lavoro come un'interruzione, il professionista può utilizzarla come un momento di riposizionamento strategico, investendo su sé stesso e sulle proprie competenze. È una dinamica che sta diventando sempre più frequente. Il mercato premia la specializzazione commerciale e molte aziende preferiscono collaborare con professionisti autonomi piuttosto che assumere figure senior a tempo indeterminato. Attenzione alle tempistiche Come spesso accade, le opportunità più interessanti richiedono attenzione ai dettagli. Uno degli errori più frequenti riguarda proprio i termini per la presentazione della domanda. La richiesta di anticipazione deve essere presentata entro trenta giorni dall'avvio dell'attività autonoma o dall'apertura dell'impresa individuale. Quando invece l'attività era già stata avviata durante il precedente rapporto di lavoro subordinato, il termine decorre dalla presentazione della domanda di NASpI. Molti aspiranti imprenditori si concentrano sugli aspetti fiscali e amministrativi legati all'apertura della partita IVA, trascurando gli adempimenti nei confronti dell'INPS. Quando si accorgono della possibilità di richiedere l'anticipazione, talvolta è ormai troppo tardi. Non è un bonus, ma un investimento sul proprio futuro Uno degli equivoci più diffusi riguarda la natura della misura. La NASpI anticipata non è un contributo aggiuntivo né un incentivo a fondo perduto. Si tratta semplicemente dell'anticipazione di somme che il lavoratore avrebbe comunque percepito mensilmente come indennità di disoccupazione. La differenza è che queste risorse vengono messe immediatamente a disposizione per consentire l'avvio dell'attività. Dal punto di vista finanziario, tuttavia, l'effetto può essere molto rilevante. Per un agente di commercio all'inizio della propria attività, poter contare su una liquidità iniziale significa avere il tempo necessario per costruire il portafoglio clienti senza subire la pressione immediata dei risultati economici. Significa poter investire nella propria crescita professionale e nella costruzione di una presenza commerciale credibile sul mercato. La regola che molti scoprono troppo tardi Esiste però un aspetto che merita particolare attenzione. La NASpI anticipata nasce per sostenere un progetto di lavoro autonomo. Chi, dopo aver ottenuto l'anticipazione, instaura un nuovo rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza teorica del periodo coperto dalla NASpI può essere chiamato a restituire il beneficio ricevuto. È un elemento che spesso viene sottovalutato. Prima di richiedere l'anticipazione è quindi opportuno valutare attentamente il proprio progetto professionale e la reale volontà di intraprendere un percorso autonomo. La misura premia chi sceglie di investire seriamente sulla propria attività, non chi cerca semplicemente un'anticipazione di liquidità. La novità che cambia le regole del gioco dal 2026 Se fino ad oggi la NASpI anticipata ha rappresentato una sorta di capitale iniziale immediatamente disponibile, dal 2026 le regole cambieranno. La Legge di Bilancio ha infatti introdotto una modifica significativa al meccanismo di erogazione. L'anticipazione non verrà più liquidata interamente in un'unica soluzione. Il beneficiario riceverà inizialmente il 70% dell'importo spettante, mentre il restante 30% verrà erogato successivamente, dopo le verifiche effettuate dall'INPS e comunque entro i termini previsti dalla normativa. La ratio della modifica è evidente: limitare gli utilizzi opportunistici dello strumento e verificare che l'attività autonoma sia effettivamente avviata e mantenuta nel tempo. Dal punto di vista dell'amministrazione pubblica, la logica è comprensibile. Dal punto di vista del professionista commerciale, invece, le implicazioni meritano una riflessione. Molti nuovi liberi professionisti utilizzano la NASpI anticipata come leva finanziaria per sostenere i primi mesi di attività. Auto, carburante, strumenti digitali, software gestionali, partecipazione a eventi di networking e attività di acquisizione clienti richiedono investimenti immediati. Ricevere solo il 70% della somma inizialmente disponibile significa dover pianificare con maggiore attenzione il fabbisogno finanziario dei primi mesi. Chi sta valutando oggi un percorso di autoimprenditorialità dovrebbe quindi ragionare non solo sulla possibilità di ottenere la NASpI anticipata, ma anche sulla propria capacità di gestire la liquidità necessaria nella fase di avvio. Nonostante le modifiche previste dal 2026, la NASpI anticipata resta comunque uno degli strumenti più interessanti per chi desidera trasformare la propria esperienza commerciale in un'attività autonoma. Il vero valore della misura non risiede soltanto nelle risorse economiche che mette a disposizione, ma nel messaggio che porta con sé. Trasformare un momento di incertezza professionale in un progetto di crescita. Passare da una logica di protezione del reddito a una logica di investimento sul proprio futuro. Per gli agenti di commercio e per i professionisti delle vendite, il mercato continua a offrire spazi importanti a chi possiede competenze, relazioni e capacità di generare business. La NASpI anticipata può essere il carburante iniziale del viaggio. La vera differenza, però, continua a farla il progetto imprenditoriale che c'è dietro. E oggi la domanda che ogni professionista della vendita dovrebbe porsi è una sola: se avessi a disposizione il capitale per partire, sarei pronto a costruire la mia attività? 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- Dieci anni di crisi: cosa sta succedendo agli agenti di commercio in Italia?
Per capire la crisi degli agenti di commercio in Italia bisogna smettere di leggerla come una semplice fase di rallentamento. La fotografia che emerge oggi è quella di una trasformazione strutturale: meno professionisti, più pressione competitiva, margini più stretti e un rapporto con le mandanti sempre più sottoposto a revisione. In altre parole, non è solo il mercato a essere cambiato. È cambiato il modo in cui il mercato decide chi serve davvero. I numeri aiutano a mettere a fuoco il fenomeno. Secondo Fnaarc, in Italia operano circa 210.000 agenti e rappresentanti di commercio, con una composizione in cui il 74% è plurimandatario e il 26% monomandatario; le donne sono circa il 15%. Nella stessa area di analisi, la categoria intermedia ogni anno circa 400 miliardi di euro, un valore che rende evidente quanto la rappresentanza commerciale resti un’infrastruttura economica, non un residuo del passato. Eppure, dietro questa massa critica si intravede una fragilità crescente. Nel Friuli Venezia Giulia, secondo le stime riportate da Confcommercio Fnaarc e rilanciate dalla stampa locale, in dieci anni sarebbero andati persi circa mille agenti; sul piano nazionale il calo viene descritto come pari a circa 4.000 unità l’anno. Nello stesso quadro vengono indicati 18.000 agenti prossimi alla pensione, a fronte di circa 57.000 aziende preponenti che utilizzano questa figura professionale. Il messaggio, piuttosto netto, è che il ricambio generazionale non sta arrivando con la velocità necessaria. Qui si apre il primo punto davvero critico: il problema non è solo demografico, è anche economico-organizzativo. Gli agenti lavorano spesso su più mandati per sostenere costi che sono aumentati negli anni, dai trasferimenti alla gestione operativa, mentre il contesto di vendita è diventato più selettivo. Le imprese chiedono presidio del territorio, raccolta dati, qualità della relazione e capacità consulenziale, ma non sempre retribuiscono questa evoluzione con modelli contrattuali coerenti. Questa asimmetria produce un effetto semplice e brutale: il ruolo cresce nelle aspettative, ma non sempre cresce nel riconoscimento. Un altro segnale forte arriva dal tema del dumping contrattuale. Confcommercio ha descritto il fenomeno come una forma di concorrenza sleale costruita su contratti peggiorativi rispetto ai CCNL più rappresentativi, ricordando che in Italia sono depositati oltre 1.000 contratti collettivi, ma solo una parte è realmente rappresentativa; nei soli settori terziario e turismo i contratti “pirata” superano quota 200 e coinvolgono circa 160.000 dipendenti e oltre 21.000 aziende. Per gli agenti di commercio il collegamento è diretto: quando il mercato abbassa il costo del lavoro e normalizza l’inquadramento al ribasso, anche la rappresentanza commerciale entra in una logica di compressione del valore. La questione, infatti, non riguarda soltanto le retribuzioni. Riguarda la forma stessa del rapporto professionale. Sempre più spesso, nelle parole di Fnaarc, il mercato tende a sostituire l’agente con figure impropriamente assimilate, come procacciatori o consulenti, anche quando non ne ricorrono i presupposti. È un passaggio delicato, perché sposta il problema dalla semplice organizzazione commerciale alla qualità dell’inquadramento. Ed è qui che il dibattito diventa tecnico: se il ruolo è strategico, non può essere trattato come una variabile da ridurre all’occorrenza. In questo scenario assume un peso importante anche il nuovo Accordo Economico Collettivo del commercio firmato il 4 giugno 2025, che disciplina i rapporti tra agenti e aziende mandanti e introduce un punto di partenza per regolare anche le vendite online nel rapporto di agenzia. È un passaggio significativo perché fotografa un settore che non può più essere letto con gli strumenti di dieci anni fa: il digitale non ha cancellato l’agente, ma ha modificato il terreno su cui l’agente deve dimostrare il proprio valore. Anche il dato previdenziale rafforza questa lettura. Enasarco indica oltre 210.000 iscritti, circa 137.000 pensioni erogate ogni anno e 36.000 liquidazioni FIRR, numeri che raccontano una categoria ampia ma anche strutturalmente esposta al tema dell’invecchiamento professionale e della continuità contributiva. Se a questo si sommano la volatilità del commercio al dettaglio, che ISTAT continua a rilevare con oscillazioni negative in valore e volume, il quadro è quello di una filiera commerciale sotto pressione su più fronti contemporaneamente. La conclusione, per quanto scomoda, è che non siamo davanti a una semplice crisi ciclica. Siamo davanti a una selezione. Alcuni agenti stanno reggendo perché si sono spostati dal ruolo di intermediari puri a quello di professionisti della soluzione: più competenza, più presidio settoriale, più capacità di leggere dati, mercato e margini. Altri restano imprigionati in un modello che il mercato ha già cominciato a disintermediare. Ed è qui la verità meno rassicurante: non tutti i mandati hanno perso valore, ma non tutti gli agenti hanno saputo difenderlo allo stesso modo. 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- A&B Associati | Ricerca Area Manager Luce e Gas
Società presente sul mercato dal 2011 e con sedi operative in Piemonte e Lombardia ricerca un nuovo area manager per un piano di sviluppo commerciale. I canali di vendita implementabili sono molteplici: diretto, indiretto, negozi retail. Interessante offerta economica e professionale. LE NOSTRE RICERCHE: INFORMAZIONI CHIARE E TRASPARENTI AL SERVIZIO DELL'AGENTE DI COMMERCIO E DEL PROFESSIONISTA. A&B, DAL 1987 IL PUNTO DI INCONTRO TRA LE AZIENDE E I MIGLIORI PROFESSIONISTI DELLA VENDITA SERVIZI DI RECRUITMENT COMMERCIALE : RICERCA DI AGENTI DI COMMERCIO, DIRETTORI COMMERCIALI, RICERCA VENDITORI E FUNZIONARI DI VENDITA, AREA MANAGER, SALES ACCOUNT, SALES MANAGEMENT & PERSONALE QUALIFICATO CODICE RICERCA: Rif. 6064 AREA GEOGRAFICA: LOMBARDIA, PIEMONTE, LIGURIA, VENETO PROFILO RICERCATO: AREA MANAGER SETTORE: ENERGIA ELETTRICA E GAS IN FO AZIENDA Il nostro Cliente nasce come realtà operativa nel settore energetico e si è consolidato in pochi anni come fornitore riconoscibile sul territorio nazionale. La società è attiva dal 2011 e ha le sue sedi principali in Piemonte e Lombardia; nel tempo ha rafforzato la propria rete commerciale e la capacità di servire sia famiglie sia aziende con offerte strutturate e servizi digitali dedicati. La storia recente dell’azienda racconta un percorso di crescita orientato all’aggregazione e all’innovazione: il marchio è stato inserito in un più ampio progetto industriale volto ad ampliare l’offerta e a garantire una maggiore solidità societaria, con attenzione a criteri di sostenibilità e servizi aggiuntivi per il cliente. Sul piano commerciale Il nostro Cliente propone una gamma chiara e coerente di prodotti per la fornitura di energia elettrica e gas naturale, declinati con formule per la casa e soluzioni tarate sulle esigenze delle imprese. Le offerte prevedono tariffe indicizzate a parametri di mercato (PUN per l’energia elettrica, PSV per il gas) con spread trasparenti, e promozioni strutturate per incentivare la fidelizzazione: tra queste spicca il programma “porta un amico”, che riconosce bonus periodici per ogni nuova fornitura segnalata e — nelle condizioni previste — può contribuire ad azzerare la bolletta del cliente. Il servizio al cliente è pensato per essere multicanale e pratico: oltre al classico servizio telefonico di assistenza, Il nostro Cliente mette a disposizione un’area clienti web e un’app mobile che permettono di monitorare i consumi, inviare l’autolettura, pagare bollette e consultare lo storico delle fatture. Negli ultimi anni sono state introdotte anche modalità di pagamento snelle (incluso l’uso di piattaforme nazionali come PagoPA) e aggiornamenti funzionali all’area clienti per rendere più semplice il rapporto quotidiano con la fornitura. Dal punto di vista del posizionamento, Il nostro Cliente gioca su due elementi che oggi fanno la differenza: semplicità commerciale e capacità di digitalizzare processi di servizio. L’approccio punta a offrire tariffe comprensibili, strumenti digitali che restituiscono trasparenza sui consumi e iniziative di loyalty che trasformano il cliente soddisfatto in un veicolo di crescita organica. Ciò che può colpire un potenziale cliente o un partner è la combinazione tra offerta retail strutturata e la cura del servizio: il modello è pensato per essere scalabile (famiglie ↔ imprese), con strumenti pratici per il controllo della bolletta e promozioni che hanno un’efficacia comunicativa immediata. La strategia digitale (app, area clienti, contenuti informativi) rende più semplice il contatto e favorisce la fiducia, mentre la rete commerciale e le iniziative di gruppo garantiscono presidio sul territorio. JO B PROFILE POSIZIONE : AREA MANAGER INSERIMENTO COMMERCIALE RICHIESTO: retail, residenziale, micrbusiness, business, PMI CARATTERISTICHE DELLA RISORSA RICERCATA: Conoscenza del settore luce e gas Capacità organizzativa e autonomia operativa Expertise nella creazione - e gestione - di reti vendita (dirette, indirette o di negozi partner) OF FERTA CONTRATTUALE Inquadramento contrattuale: CCNL commercio Ral prevista : 38-63k (in base alla seniority del professionista e alle sue capacità di sviluppo commerciale) + premi Benefit : buoni pasto - Veicolo aziendale ad uso promiscuo - Strumenti informatici e di comunicazione ad uso esclusivo: laptop e cellulare - welfare aziendale. PE R CANDIDARTI Invia una email a: moduloagenti@aebassociati.it specificando il codice di ricerca della posizione che ti interessa. In alternativa: CLICCA QUI PER CANDIDARTI ISCRIVITI ALLA NOSTRA BANCA DATI
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A&B Associati è specializzata nella ricerca di Agenti di Commercio, di Venditori e di Personale Commerciale. Siamo a disposizione per potenziare la Vostra Rete Vendita. CAMBIAMO MUSICA ALLE VOSTRE VENDITE UNA RETE VENDITA E' COME UN'ORCHESTRA: A &B VI AIUTIA A RECLUTARE IL MIGLIOR AGENTE PER IL VOSTRO SPARTITO COMMERCIALE. A&B ASSOCIATI , DAL 1987 SPECIALIZZATI NELLA RICERCA DI AGENTI DI COMMERCIO, VENDITORI, RESPONSABILI E DIRETTORI COMMERCIALI, SALES ACCOUNT, PERSONALE QUALIFICATO, CREAZIONE ED IMPLEMENTAZIONE DI RETI VENDITA. > CONTATTI Contattaci senza impegno, i nostri consulenti sono a tua disposizione. A&B Associati srl Via Pastrengo, 22 10128 Torino (TO) Office: +39 011.197.12.606 (r.a.) Fax: 011.24.78.013 sales@aebassociati.it Orari: da lunedì a venerdì ore 09:00 -13:00; 14:00 - 18:30 Seguici su Linkedin Le nostre email Direzione Commerciale : dircom@aebassociati.it Ufficio Commerciale : sales@aebassociati.it Per inviare una candidatura spontanea : moduloagenti@aebassociati.it Desideri maggiori informazioni sui nostri modelli operativi? Compila il form indicando un Tuo recapito, un nostro consulente Ti contatterà per analizzare la Tua esigenza e studiare insieme a Te la soluzione più idonea Ragione Sociale email aziendale Nome e Cognome Posizione in azienda Città Tel. Messaggio Grazie! Il messaggio è stato inviato. Invia
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Solidissima realtà specializzata nella progettazione, vendita e messa in posa di pavimenti da interni di alta qualità, ricerca due nuovi agenti plurimandatari a cui affidare lo sviluppo del mercato e la gestione di un portafoglio. LE NOSTRE RICERCHE: INFORMAZIONI CHIARE E TRASPARENTI AL SERVIZIO DELL'AGENTE DI COMMERCIO E DEL PROFESSIONISTA. A&B, DAL 1987 IL PUNTO DI INCONTRO TRA LE AZIENDE E I MIGLIORI PROFESSIONISTI DELLA VENDITA SERVIZI DI RECRUITMENT COMMERCIALE : RICERCA DI AGENTI DI COMMERCIO, DIRETTORI COMMERCIALI, RICERCA VENDITORI E FUNZIONARI DI VENDITA, AREA MANAGER, SALES ACCOUNT, SALES MANAGEMENT & PERSONALE QUALIFICATO CODICE RICERCA: Rif. 37229 AREA GEOGRAFICA: MONZA E BRIANZA, MILANO PROFILO RICERCATO: AGENTI PLURIMANDATARI SETTORE: PAVIMENTI PER INTERNI IN FO AZIENDA Il nostro cliente è una realtà specializzata nella progettazione e fornitura di pavimenti e rivestimenti capace di unire gusto estetico, competenza tecnica e accompagnamento personalizzato lungo tutto il percorso di scelta. La sua offerta comprende parquet pregiati, gres porcellanato e un’ampia gamma di ceramiche, con soluzioni pensate per ambienti residenziali di carattere e per progetti in cui estetica e funzionalità devono convivere in modo armonico. L’azienda si distingue per un approccio fortemente consulenziale: parte dall’ascolto delle esigenze del cliente, prosegue con la pianificazione del progetto e offre un servizio di Anteprima 3D costruito sulle foto reali degli interni, così da mostrare in anticipo il risultato finale. A questo si affiancano la selezione dei materiali, il supporto dalla progettazione fino alla posa e una formula di garanzia sui lavori che rafforza il senso di affidabilità e continuità del servizio. Sul piano commerciale e operativo, Il nostro cliente valorizza l’esperienza diretta in showroom, dove il cliente può visionare i campionari, toccare con mano i materiali e ricevere progetto e preventivo con il supporto dello staff. La presenza di più sedi, tra cui Milano, Casalmorano e una struttura anche a Jakarta, racconta una realtà organizzata e strutturata, con una proposta che punta a coniugare design, servizio e qualità percepita. Tra i contenuti di prodotto emergono collezioni di parquet articolate, finiture ricercate, lavorazioni artigianali e soluzioni dedicate sia agli interni sia agli esterni, con un catalogo che include anche prodotti complementari come scale e battiscopa. Una proposta ampia e coerente, pensata per chi cerca non solo un pavimento, ma un elemento identitario capace di dare forma allo stile dell’intero ambiente. JO B PROFILE POSIZIONE : AgentI Plurimandatari INSERIMENTO COMMERCIALE RICHIESTO: Studi di progettazione/interior design/architettura, imprese edili MANSIONI: Il progetto del cliente prevede di inserire nella propria struttura commerciale due nuovi agenti (uno per provincia). I professionisti selezionati avranno il compito di sviluppare il mercato territoriale di competenza, concentrandosi sull'acquisizione di nuova clientela (new business) e ottimizzando il supporto di portafoglio fornito dall'azienda. TIPOLOGIA DI AGENTE RICERCATO: Iscrizione ENASARCO Esperienza di vendita nel settore dell'edilizia e dei materiali edili in generale; Gradita esperienza nelle finiture per interni In possesso di mandati non in concorrenza OF FERTA CONTRATTUALE Mandato di Agenzia Enasarco Plurimandatario. Trattamento provvigionale molto incentivante e premi a raggiungimento di obiettivi trimestrali di vendita Possibilità di anticipo provvigionale su venduto Formazione e supporto costanti. Supporto marketing: possibilità di affidamento di portafoglio clienti a superamento del periodo di prova (valore portafoglio: 1.4 M su Milano, 600 k circa su Monza e Brianza) PER CANDIDARTI Invia una email a: moduloagenti@aebassociati.it specificando il codice di ricerca della posizione che ti interessa. In alternativa: CLICCA QUI PER CANDIDARTI ISCRIVITI ALLA NOSTRA BANCA DATI









